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Edoardo Bennato, il poeta del rock

Il cantautore partenopeo pur avvicinandosi alle soglie degli 80 anni, è ancora attivo e tiene concerti in Italia e in Europa. Ripercorriamone la carriera.
Bennato, Concerto in Lussemburgo, 2016 ph by Gorup de Besanez, Opera propria – https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=97050236

Edoardo Bennato, il poeta del rock

Bennato, Concerto in Lussemburgo, 2016 ph by Gorup de Besanez, Opera propria – https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=97050236
Il cantautore partenopeo pur avvicinandosi alle soglie degli 80 anni, è ancora attivo e tiene concerti in Italia e in Europa. Ripercorriamone la carriera.

Edoardo Bennato nasce a Bagnoli (NA) nel 1946. Il padre è operaio all’Italsider e la madre è casalinga. Ha due fratelli che diverranno anche loro musicisti: Eugenio, che suonerà nella Nuova Compagnia di Canto Popolare proseguendo con la tradizione della musica partenopea e Giorgio, recentemente scomparso che, per diversificarsi dai fratelli, userà come nome d’arte il cognome della madre e parteciperà anche ad un’edizione del Festival di Sanremo come Giorgio Zito.

Fu la loro mamma ad avviarli allo studio della musica per non lasciarli oziare durante le vacanze estive. Nel 1958 i tre fratelli formano così il Trio Bennato ed iniziano ad esibirsi nei locali di Napoli e successivamente sulle navi da crociera.

Nel 1965, diplomatosi al Liceo Artistico di Napoli, Edoardo Bennato si trasferisce a Milano dove conseguirà la laurea in Architettura e dove entrerà in contatto con le case discografiche. Incide dapprima alcuni 45 giri che però non riscuotono successo, poi scrive due canzoni per Hebert Pagani, “Cin cin con gli occhiali” e “Ahi le hawaii”.

Nel 1973 Bennato incide il suo primo album, “Non farti cadere le braccia”. Il disco non riscuote successo di vendita e i dirigenti della sua casa discografica gli consigliano di abbandonare la musica e di intraprendere la carriera di architetto ma, in seguito ai pareri positivi della critica, si convincono a dare a Bennato una seconda possibilità e gli fanno incidere un secondo album: “I buoni e i cattivi”.

La notorietà arriva, nel 1975, con l’album “Io che non sono l’imperatore” e con il singolo “Meno male che adesso non c’è Nerone” che otterrà numerosi passaggi radiofonici e verrà proposto anche da Arbore e Boncompagni nella trasmissione “Alto Gradimento”.

Un successo ancora maggiore Bennato lo ottiene nel 1976 con “La torre di babele”, brano del quale inciderà anche una versione inglese con testo tradotto da Shel Shapiro. La consacrazione avviene nel 1977 con “Burattino senza fili”, concept album ispirato alla storia di Pinocchio riletta in chiave marcusiana, la cui morale è che è meglio essere un burattino senza fili piuttosto che un uomo comandato da altri. Nel brano “E’ stata tua la colpa”, Bennato rimprovera a Pinocchio “Sei diventato proprio come uno di noi… adesso non fai un passo se dall’alto non c’è, qualcuno che comanda e muove i fili per te”.

Dopo un’intensa attività concertistica e tre anni di silenzio discografico, nel 1980, Bennato ottiene il maggior successo della sua carriera pubblicando due album a distanza di due settimane l’uno dall’altro: “Uffà, Uffà” e “Sono solo canzonette”. Quest’ultimo ispirato alla storia di Peter Pan. Al successo di vendite si abbina il successo di affluenza ai concerti del tour estivo durante il quale Bennato stabilisce un record di presenza di pubblico: è il primo artista che supera i cinquantamila spettatori allo stadio San Siro di Milano (il suo record verrà superato successivamente da Bob Marley con centomila spettatori).

Da questo momento in poi, Bennato incide numerosi altri album, sia in studio che dal vivo che, anche se non ottengono il successo di vendite degli album precedenti, sono ugualmente apprezzati dal suo pubblico. Nel corso della sua carriera, Bennato ha composto per la maggior parte brani rock, genere del quale è uno dei maggiori esponenti italiani insieme a Gianna Nannini. Non a caso, i due furono scelti per cantare in coppia il brano, composto da Giorgio Moroder, che fu sigla dei mondiali di calcio Italia Novanta “Un’estate italiana”, che Bennato ha riproposto durante i suoi concerti nel 2021, in occasione della vittoria dell’Italia agli Europei. Tuttavia, ha anche composto brani ispirati alla musica operistica come “Tutti Insieme noi lo denunciam”, contenuto nell’album “Sono solo canzonette”, e che non è cantato da lui ma da tre cantanti lirici. Ma lo stesso Bennato si è esibito spesso in concerto accompagnato dal quartetto d’archi “Quartetto Flegreo”, riproponendo molte delle sue canzoni riarrangiate in chiave sinfonica.

Oltre alla musica, Bennato ha sempre dedicato molta attenzione ai testi. Spesso con ironia, ha trattato temi drammatici come la guerra e i condizionamenti imposti all’individuo dalla società. Ne sono esempi brani come “W la guerra!”, “Uffà, uffà”, la già citata “E’ stata tua la colpa” ma soprattutto “Quando sarai grande”, brano nel video del quale spiega alla figlia Gaia che troverà le risposte alle sue domande soltanto crescendo, anche se in realtà le risposte non si trovano mai.

Oggi, diventato artista di nicchia, continua a fare concerti con la sua rock band capitanata dal valente chitarrista Giuseppe Scarpato nelle piazze di tutta Italia ed anche in alcune città europee.

 



Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Raimondo Banchetti
Bennato, Concerto in Lussemburgo, 2016 ph by Gorup de Besanez, Opera propria – https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=97050236
Picture of Raimondo Banchetti

Raimondo Banchetti

Laureato in lettere ad indirizzo storico-artistico, appassionato di musica, ha studiato diversi strumenti, sia a fiato che a corda.