Il 24 novembre 1957, a Città del Messico, moriva il grande pittore Diego Rivera. Nato nel 1886 a Guanajuato, in Messico, portava il lungo nome completo di Diego María de la Concepción Juan Nepomuceno Estanislao de la Rivera y Barrientos Acosta y Rodríguez.
Rivera frequentò l’Accademia di San Carlos a Città del Messico, seguendo corsi serali. Grazie a due borse di studio ottenute nel 1905 e nel 1907, si recò in Spagna, dove studiò presso la scuola di Eduardo Chicharro a Madrid. Successivamente visse e lavorò tra Messico, Spagna e Italia, stringendo rapporti di amicizia con importanti artisti e intellettuali dell’epoca, tra cui Pablo Picasso e Amedeo Modigliani.
Dopo essersi iscritto al Partito Comunista Messicano nel 1922, Rivera iniziò a realizzare i suoi celebri murales, opere monumentali con temi di forte impegno sociale. Questi dipinti murali, caratterizzati da una grande potenza espressiva e cromatica, affrontavano tematiche politiche e sociali e furono eseguiti principalmente su edifici pubblici di Città del Messico.
La vita privata di Rivera fu segnata da relazioni turbolente e da matrimoni con figli, alcuni riconosciuti e altri no. Tra questi, il più noto fu il suo burrascoso matrimonio con la pittrice Frida Kahlo.
Rivera ottenne fama internazionale soprattutto grazie ai suoi “murales”, ma le sue esperienze negli Stati Uniti furono controverse. Il suo murale al Rockefeller Center di New York fu duramente criticato e successivamente distrutto a causa della rappresentazione di Lenin e di un ritratto di Rockefeller giudicato irriverente. Inoltre, gli fu annullata la commissione di un’altra grande opera per la Fiera Internazionale di Chicago.
Illustrò anche il Canto General di Pablo Neruda. Dopo la morte di Frida Kahlo, si risposò per la quarta volta, ma dedicò gli ultimi anni della sua vita alla promozione dell’opera pittorica della moglie scomparsa.
Questa è una mia opera a carboncino in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa








