Il 10 gennaio 2016, a New York, si spegneva a causa di un cancro il celebre cantante e artista David Bowie. Nato nel 1947 a Londra, il suo vero nome era David Robert Jones. Tuttavia, essendo il nome “Davy Jones” già associato al noto frontman dei Monkees, gruppo rock fondato nel 1965 a Los Angeles, Bowie scelse di adottare un nome d’arte per distinguersi. Optò per “David Bowie”, ispirandosi al celebre coltello americano Bowie, simbolo di tagliente incisività, un’immagine che ben rappresentava la sua figura artistica e l’impatto duraturo che avrebbe avuto sulla storia della musica.
David Bowie fu un maestro della reinvenzione, costruendo attorno alla sua immagine una serie di alter ego e personaggi che ne segnarono profondamente la carriera. Tra i più celebri si annoverano Ziggy Stardust, Aladdin Sane, Halloween Jack, Nathan Adler e, soprattutto, The Thin White Duke (il Duca Bianco). Quest’ultimo pseudonimo, adottato poco dopo la pubblicazione dell’album Station to Station (1976), rappresentava un personaggio aristocratico e sobrio, elegante nel portamento e incline a indossare abiti bianchi. Tuttavia, il termine “Duca Bianco” ha suscitato interpretazioni controverse. Se da un lato incarnava l’immagine di un’eleganza raffinata, dall’altro, secondo alcune opinioni, richiamava la dipendenza di Bowie dalla cocaina, associando il “bianco” alla sostanza che segnò un periodo complesso della sua vita.
Oltre ai suoi frequenti cambi di identità, Bowie trasformava continuamente il proprio aspetto, atteggiamento e approccio artistico. Fu cantautore, attore e pittore, ed è universalmente considerato una delle figure più influenti della musica Pop e Rock mondiale grazie alle sue capacità inventive e interpretative. La sua passione per la musica emerse in giovanissima età, quando imparò a suonare il sassofono, per poi approdare al canto. Negli anni ’70 raggiunse il successo, continuando a reinventarsi artisticamente per decenni e vendendo circa 150 milioni di dischi nel corso della sua carriera.
Parallelamente alla musica, Bowie si dedicò anche al cinema, collaborando con registi del calibro di Martin Scorsese, David Lynch e Christopher Nolan. Tra i film più significativi in cui recitò figurano L’uomo che cadde sulla Terra, Furyo, Miriam si sveglia a mezzanotte, Absolute Beginners, Labyrinth, Basquiat, The Prestige e Il mio West. La sua versatilità gli permise di affermarsi come un’icona globale, capace di spaziare tra discipline artistiche diverse.
Nel 2008, la rivista Rolling Stone lo inserì al 23º posto nella lista dei cento migliori cantanti del Novecento, riconoscendone il talento vocale e la capacità di ridefinire i confini dell’arte musicale.
Questa mia opera a grafite è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa








