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Daniel Mannini racconta il suo rapporto con la poesia e la visione aulica traslata in pittura

Certamente, è molto interessante analizzare questa forma di unione speciale all’interno della poetica pittorica di Daniel Mannini, che senza dubbio ha nella sua indole espressiva una base di fondamento sostanziale e concettuale di notevole intensità e portata.
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Daniel Mannini racconta il suo rapporto con la poesia e la visione aulica traslata in pittura

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Certamente, è molto interessante analizzare questa forma di unione speciale all’interno della poetica pittorica di Daniel Mannini, che senza dubbio ha nella sua indole espressiva una base di fondamento sostanziale e concettuale di notevole intensità e portata.

Arte e poesia formano da sempre un connubio molto stretto e profondo, che si snoda all’interno della grande storia dell’arte e incontra la grande poesia fondendosi in armoniosa coesione sinergica. Si tratta di un legame quasi indissolubile per molti artisti del passato così come contemporanei, che si declina in maniera più o meno evidente e manifesta e talvolta risiede quasi celatamente dentro le pieghe della narrazione scenica e viene svelato attraverso una lettura interpretativa attenta e scrupolosa, dove interviene la componente sensibile e sensoriale, che si allinea con la dimensione formale ed estetica immediatamente visibile e percepibile. Certamente, è molto interessante analizzare questa forma di unione speciale all’interno della poetica pittorica di Daniel Mannini, che senza dubbio ha nella sua indole espressiva una base di fondamento sostanziale e concettuale di notevole intensità e portata. Da qui scaturisce questa nuova intervista con tre domande mirate canalizzate a cogliere e approfondire questo tratto distintivo della sua parafrasi pittorica, entrando nel merito di argomentazioni di un certo spessore e offrendo al lettore-spettatore l’opportunità di trovare nuove stimolanti chiavi di accesso interpretativo per andare oltre e avere un approccio sempre più entusiasmante e sorprendente. La corposa e variegata produzione di Daniel già si presta a un’eterogenea dinamica di interrelazione, poiché possiede una propria peculiare ricerca di sperimentazione a monte e si alimenta tramite continue e costanti sollecitazioni di pensiero, idee, sentimenti, emozioni, esperienze, curiosità. Questo ulteriore tassello di riferimento è dunque anche un nuovo spunto da cui poter sviluppare, rigenerare, rinnovare. I riferimenti di contatto di Daniel sono sempre molto aggiornati e racchiudono step by step i suoi passaggi sperimentali avvincenti. In particolare il sito web personale www.danielmanniniart.it merita una particolare considerazione di elogio.

D: Arte pittorica e poesia: quali sono i punti di congiunzione e di collegamento che individui come attinenti e pertinenti alla tua ispirazione creativa?
R: Quello che collega entrambe è sicuramente il sentimento che una persona creativa possiede di fronte a tali forme artistiche. La ricerca della poetica è un elemento fondamentale anche nella mia produzione artistica: come nella poesia con il gioco di parole, rime e figure onomatopeiche, nella pittura è possibile ritrovarla nella composizione cromatica del dipinto. Ogni parola e ogni colore sono l’espressione emotiva che il poeta o il pittore mettono in atto nella costruzione dell’opera stessa, raccontare uno specifico momento immortalandolo nel tempo. Questo sentimento di ricerca è l’anello che congiunge queste forme artistiche.

D: Dovendo indicare un poeta (o una poetessa) particolarmente rappresentativa per definire l’essenza aulica della tua cifra stilistica chi sceglieresti e perché?
R: Per un gusto personale la poetessa che si avvicina alla mia cifra stilistica è la mitica Alda Merini, figura che è la rappresentazione del mio concepire nel fare arte dove la passione e l’emotività ne fanno da padrona. Nonostante avesse un problema di disturbo bipolare, la sua forza e la sua poetica sono importanti nel far capire che ci sono dei momenti in cui tutti proviamo il solito sentimento. Leggere le sue poesie è come sentirsi compresi. Altro elemento sta nell’apprezzare la diversità delle persone, perché l’atto di conoscere situazioni diverse da noi e scoprire nuove realtà può considerarsi come una crescita personale. A questo collego un altro motivo per cui posso ritrovare una similitudine nella persona di Alda Merini: ci invita alla sperimentazione di cose nuove e ci incita ad avere anche la curiosità nel farlo, come lei aveva la passione nel suonare e disegnare. L’amore rimane il fulcro della sua poetica, in cui la dolcezza e le carezze non sono banalità ma gesti importanti, come la devozione nel mio concepimento e il sentimento che metto in atto nella pittura.

D: L’anima artistica e creativa è al contempo giocoforza anche un’anima poetica oppure non è necessariamente così in generale?
R: Non penso che sia sempre così, perché se guardiamo ad oggi ci sono artisti che si possono spacciare per tale ma il lavoro, la commissione dell’opera, viene eseguito da altri. Ciò può essere anche giusto nel momento in cui una persona conosce già dei passaggi per arrivare a un risultato, ma per alcuni quello che conta è spacciarsi per artisti, dovendo spiegare l’opera per essere compresi, dove l’immagine conta più del contenuto che vogliano esprimere. Per quanto mi riguarda, l’anima poetica è una mia piacevolezza verso un’espressione artistica che gioca, oltre che negli incastri delle parole, anche nella creazione di un immaginario che può raccontare meglio ciò che un poeta vuole trasmettere. Un po’ come nella pittura dove i colori, e talvolta la rappresentazione del soggetto, sono il mezzo di comunicazione con il pubblico per esprimere il proprio pensiero, che può essere condiviso o meno, ma quello che conta è la condivisione, anche di punti di vista diversi. L’importante è mostrare sempre rispetto.

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Elena Gollini
ID: 381828
Licenza di distribuzione:
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Emiliano Cecchi

Web Designer per la PuntoWeb.Net sas, mi occupo anche di editoria online sin dal lontano 1996. Già ideatore e curatore di vari portali, sono il co-founder di LiquidArte.it dove svolgo anche il ruolo di content manager. Sono appassionato di storia e di tutto quanto può accrescere la mia cultura.