Pubblicato originariamente il 24 gennaio 2017, questo brano di soli 2 minuti e 9 secondi è un condensato di coldwave e dark shoegaze che si inserisce nel più ampio calderone dell’alternative rock. “Cult” è un viaggio sonoro intriso di malinconia ed enigmaticità. La somiglianza con i The Cure non è una mera imitazione, ma si manifesta in una sensibilità comune verso la creazione di paesaggi sonori che sono al tempo stesso introspettivi e avvolgenti. Ci si aspetta di trovare, e si trova, una linea di basso pulsante e melodica che funge da ancoraggio emotivo, un tratto distintivo di molteplici brani della band di Robert Smith. Le chitarre, con i loro riverberi estesi e le distorsioni sommesse tipiche dello shoegaze oscuro, creano muri di suono che si espandono e si ritirano, contribuendo a un’atmosfera densa e sognante.
L’elemento coldwave aggiunge una freddezza controllata e una ritmicità quasi ossessiva, che, unita alle texture oscure, conferisce al brano una gravitas che lo rende affascinante. La produzione sembra mirare a un equilibrio tra chiarezza e un certo grado di lo-fi, che ne esalta l’autenticità e il carattere DIY (Do It Yourself) che il nome della band evoca. Nonostante la sua breve durata, “Cult” riesce a stabilire un’atmosfera ben definita e a lasciare un’impressione duratura.
Il titolo stesso, “Cult”, suggerisce temi di appartenenza, fascinazione oscura o forse anche un’identità celata. Senza un testo esplicito a cui appigliarsi (dalle informazioni disponibili), il significato è lasciato all’interpretazione dell’ascoltatore, guidato esclusivamente dalle sonorità evocative che i D.I.Y. with Malice sanno creare con maestria.
“Cult” è un ascolto essenziale per chi apprezza l’alternative rock con una forte componente dark e per tutti i fan dei The Cure e di band affini. È un brano che, pur non stravolgendo i canoni del genere, li reinterpreta con gusto e personalità, consolidando la posizione dei D.I.Y. with Malice come una realtà da tenere d’occhio nel panorama underground italiano.








