Con una penna in mano
La scrittura a mano è in crisi, e la scuola si sta dimostrando inadatta ad affrontarla, sempre più arresa alla pratica privata della digitazione. Serve una difesa. I neuroscienziati hanno da tempo dimostrato che chi scrive a mano apprende con maggiore sicurezza, ma in questo libro l’autore propone anche un altro argomento: i vantaggi della scrittura a mano non sono solo cognitivi, ma anche estetici ed etici. Gesto millenario, la scrittura a mano rappresenta il minimo di attività artistica; è un’esperienza creativa in cui ciascuno, agendo da artista, può ampliare gli spazi della sua libertà.
Tra riflessioni e ricordi personali, storia dell’arte e letteratura, l’autore indaga la natura del segno grafico nelle sue componenti culturali, storiche e perfino anatomiche. Tracciare segni con la penna implica metafore e traslati che collegano il gesto della scrittura ad altre attività dell’essere umano, dall’agricoltura al ricamo. Scrivere presuppone, dunque, memorie sociali che hanno formato la coscienza collettiva e che ancora, per quanto implicite, hanno il potere di “fare comunità”.
| Titolo | Con una penna in mano |
| Sottotitolo | Il piacere necessario di scrivere |
| Autore | Nicola Gardini |
| Argomento | Storia delle idee |
| Collana | Temi |
| Editore | Raffaello Cortina Editore |
| Formato | Libro |
| Pagine | 288 |
| Pubblicazione | 09/2026 |
| ISBN | 9788832859416 |
L’autore
Nicola Gardini è autore di numerosi libri – romanzi, saggi, raccolte di poesia – e professore di Letteratura italiana e comparata presso l’Università di Oxford. È anche presidente della casa editrice Salani e pittore. Tra i suoi libri recenti il saggio Il più bel romanzo del mondo (2025) e il romanzo Daddy (2026). Celebre il suo Viva il latino (2016), bestseller internazionale.
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