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“Chile 50 años: 1973-2023. Mezzo secolo di golpe”

L’11 settembre di cinquant’anni fa il presidente cileno democraticamente eletto Salvador Allende venne destituito da un colpo di stato che, per i successivi diciassette anni, portò al potere la dittatura militare del generale Augusto Pinochet, sostenuta dai servizi segreti americani della CIA. Allende era il leader del Partito Socialista ed era stato eletto il 3 novembre del 1970 grazie all’appoggio degli operai e degli studenti, della borghesia progressista e di molti intellettuali di sinistra. A 50 anni dal colpo di Stato che stroncò l’esperienza socialista del governo di Salvador Allende, il Circolo Culturale “L’Agorà”, ha organizzato un incontro sul tema “Chile 50 años: 1973-2023. Mezzo secolo di golpe” . Nel corso della giornata di studi si sono registrati i saluti istituzionali da parte di S.E. il Signor Ambasciatore della Repubblica del Cile Ennio Augusto Vivaldi Véjar.
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“Chile 50 años: 1973-2023. Mezzo secolo di golpe”

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L’11 settembre di cinquant’anni fa il presidente cileno democraticamente eletto Salvador Allende venne destituito da un colpo di stato che, per i successivi diciassette anni, portò al potere la dittatura militare del generale Augusto Pinochet, sostenuta dai servizi segreti americani della CIA. Allende era il leader del Partito Socialista ed era stato eletto il 3 novembre del 1970 grazie all’appoggio degli operai e degli studenti, della borghesia progressista e di molti intellettuali di sinistra. A 50 anni dal colpo di Stato che stroncò l’esperienza socialista del governo di Salvador Allende, il Circolo Culturale “L’Agorà”, ha organizzato un incontro sul tema “Chile 50 años: 1973-2023. Mezzo secolo di golpe” . Nel corso della giornata di studi si sono registrati i saluti istituzionali da parte di S.E. il Signor Ambasciatore della Repubblica del Cile Ennio Augusto Vivaldi Véjar.

“Chile 50 años: 1973-2023. Mezzo secolo di golpe” è stato il titolo della conversazione, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria. Il colpo di Stato in Cile del 1973 fu il rovesciamento del governo democraticamente eletto presieduto da Salvador Allende da parte dell’esercito e della polizia nazionale, avvenuto l’11 settembre 1973. Salvador Allende, eletto democraticamente presidente del Cile il 4 settembre 1970, dopo soli tre anni di governo viene destituito con le armi da un colpo di stato militare l’11 settembre del 1973. È stato il primo presidente marxista democraticamente eletto del continente americano. Il generale Augusto Pinochet rovescia il legittimo governo socialista di Salvador Allende e trasforma lo stadio Nacional, simbolo del calcio cileno, in un luogo di detenzione, di torture sia fisiche che psicologiche e di sterminio. Politici, artisti, attivisti: nessuno sfugge al controllo e alla crudele repressione della dittatura militare. Tutto iniziò il mattino dell’11 settembre 1973, giorno in cui il Cile entrò nella sua stagione più buia. L’ordine partì all’alba: i cacciabombardieri dovevano colpire La Moneda, il palazzo presidenziale e sede del governo cileno, a Santiago. Quel giorno l’edificio si era ritrovato circondato dai carri armati del generale Augusto Pinochet (1915-2006), che pretendeva le dimissioni di Salvador Allende, il primo presidente socialista del Cile, democraticamente eletto. Allende rimane alla guida del paese fino alla sua violenta destituzione a seguito del colpo di stato militare guidato dal generale Pinochet e appoggiato dagli USA. Allende rimane prigioniero nel Palacio della Moneda e decide di togliersi la vita piuttosto che arrendersi al dittatore. In America Latina le reazioni al colpo di Stato non furono unanimi. Alcuni paesi, con in prima fila Cuba, lo condannarono energicamente, esprimendo solidarietà per il popolo cileno e profondo dolore per la morte di Allende. I regimi militari di Brasile e Uruguay salutarono invece la fine di UP come una vittoria della democrazia e riconobbero immediatamente i golpisti. Gli Stati Uniti di Nixon e Kissinger si congratularono con il nuovo governo autoritario e tornarono nuovamente a sostenere economicamente il Cile. Con la morte del presidente, salì al potere una giunta militare che sospese la Costituzione, sciolse il Congresso, mise a tacere la Corte Suprema, eliminò i partiti, dichiarò lo stato d’assedio, censurò la stampa e bandì le manifestazioni sociali. Nel corso della conversazione, “Chile 50 años: 1973-2023. Mezzo secolo di golpe” , organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà”, sono stati analizzati diversi aspetti della microstoria (solidarietà da parte della popolazione reggina e delle istituzioni locali) che sui grandi eventi e nel corso della quale si sono registrati i saluti istituzionali da parte di S.E. il Signor Ambasciatore della Repubblica del Cile Ennio Augusto Vivaldi Véjar. È stata poi la volta degli interventi di Gianni Aiello (Presidente del Circolo Culturale “L’Agorà”) e di Ivan Tripodi (studioso dei Paesi dell’America Latina).Tenuto conto dei protocolli di sicurezza anti-contagio e dei risultati altalenanti della pandemia di COVID 19 e nel rispetto delle norme del DPCM del 24 ottobre 2020 la conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da lunedì 11 settembre.



Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Giovanni Aiello
ID: 383054
Licenza di distribuzione:
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Emiliano Cecchi

Web Designer per la PuntoWeb.Net sas, mi occupo anche di editoria online sin dal lontano 1996. Già ideatore e curatore di vari portali, sono il co-founder di LiquidArte.it dove svolgo anche il ruolo di content manager. Sono appassionato di storia e di tutto quanto può accrescere la mia cultura.