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Celebrazione dell’Olympic Day

Celebrazione dello sport, della salute e dello stare insieme. Lo facciamo con un’opera a sanguigna e seppia acquerellate firmata Bruno Pollacci
Bruno Pollacci
Photo credits: Bruno Pollacci

Celebrazione dell’Olympic Day

Bruno Pollacci
Photo credits: Bruno Pollacci
Celebrazione dello sport, della salute e dello stare insieme. Lo facciamo con un’opera a sanguigna e seppia acquerellate firmata Bruno Pollacci

Il 23 Giugno si festeggia l’”Olympic Day”, che è una celebrazione dello sport, della salute e dello stare insieme. Il 23 giugno di ogni anno viene colta questa ricorrenza per stimolare tutti ed in tutto il mondo ad essere attivi e a muoversi insieme con uno scopo. La scelta della data prende origine dal giorno della fondazione del “Comitato Olimpico Internazionale” alla “Sorbona” di Parigi, dove Pierre de Coubertin promosse la rinascita degli antichi Giochi Olimpici il 23 giugno 1894. L’”Olympic Day” rappresenta la volontà di rendere il mondo un posto migliore attraverso lo sport e l’idea di una giornata Olimpica mondiale che avrebbe riservato un giorno per celebrare tutto ciò che rappresenta il Movimento Olimpico fu presentata alla 41a sessione del Comitato Olimpico Internazionale a Stoccolma, in Svezia, dal dottor Gruss, membro ceco del CIO. Pochi mesi dopo, il progetto fu approvato alla 42ª sessione del CIO a St. Moritz, in Svizzera, nel gennaio 1948. I Comitati Olimpici Nazionali furono incaricati di organizzare questo evento e la data celebra un momento speciale nella storia del Movimento Olimpico. Una particolarità: l’unica disciplina che coinvolge un animale alle Olimpiadi è sempre stata l’Ippica e nelle Olimpiadi moderne questa disciplina fece il suo ingresso ufficiale a Parigi, nel 1900, con alcune gare legate ai salti. Ed a questo proposito, un’altra particolarità: le donne fecero comparsa in questa disciplina solo nel 1952, alle Olimpiadi di Helsinki, in Finlandia (nella gara di “dressage”) mentre per le gare di salto fecero il loro ingresso alle Olimpiadi del 1956, a Melbourne, in Australia, per poi partecipare a tutte le gare del concorso ippico dal 1964, all’Olimpiade di Tokio, in Giappone.

Con questa mia opera a sanguigna e seppia acquerellate che nel 2019 fece parte della mia mostra personale “Piume, peli & Amore” allestita al “Centro Culturale Antonio Amato” di Livorno, ho inteso omaggiare il rapporto d’intesa, di coordinazione e di armonia tra uomo ed animale in relazione allo Sport.

Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Bruno Pollacci
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Bruno Pollacci

Pittore. Nato a Lucca nel 1954, vive e lavora a Pisa. Ha conseguito il Diploma di Maturità Artistica presso il Liceo Artistico Statale di Lucca ed ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida del Maestro Fernando Farulli. Ha iniziato l'attività artistica nel 1968. Nel 1978, con il pittore Marco Menghelli, ha fondato l'Accademia d'Arte di Pisa, che tutt'ora dirige e nella quale insegna Pittura e Disegno.