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CASA ROCCA PICCOLA Museo a La Valletta, Malta

La storia della Casa e della Famiglia De Piro.
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CASA ROCCA PICCOLA Museo a La Valletta, Malta

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La storia della Casa e della Famiglia De Piro.

CASA ROCCA PICCOLA a La Valletta, Malta è di proprietà privata ed è un palazzo di famiglia molto amato che contiene oltre 50 stanze, molte delle quali sono aperte al pubblico. A Casa Rocca Piccola imparerai tutto sui costumi e le tradizioni uniche della nobiltà maltese.

E’ possibile anche vedere una collezione di mobili, argenti e dipinti che si aggiungono alla ricchezza estetica di Malta. Disponiamo anche di rifugi antiaerei della Seconda Guerra Mondiale che forniscono un’aggiunta drammatica ed emozionante ai tour della casa, nonché di un ristorante chiamato La Giara in loco.

Con un meraviglioso team di persone che lavorano nel restauro di opere d’arte, nella ricerca dei nostri vasti archivi e nel rendere Casa Rocca Piccola accessibile a tutti. Tutto ciò è stato reso possibile dal contributo delle migliaia di turisti che ogni anno arrivano a Malta e La Valletta.

LA FAMIGLIA DE PIRO

COSIMO de Piro, (scritto de Pyrrho o d’Epiro in alcuni degli archivi precedenti) lasciò Rodi durante l’esodo generale dei Cavalieri di San Giovanni e si stabilì a Malta quando le isole furono concesse al coraggioso Gran Maestro Fra Philippe Villers de L.’Isola Adamo nel 1530. Sposò Gerolama La Mattina. La sua lealtà venne premiata quando gli fu affidato l’incarico di fiducia da parte dei Cavalieri di Malta e venne nominato Comandante dell’Arsenale del Principe Sovrano.

PAOLO il suo secondo figlio sposò Giovanella Albano e poi Galizia Salemi. Il secondo matrimonio ha prodotto:

LORENZO UBALDESCO JUD Juris Utriusque Doctor, (nel senso che era dottore sia in diritto civile che canonico). La sua laurea, un manoscritto miniato dell’Università di Messina, sopravvive negli archivi di famiglia ed è datata 1668. Fu nominato Uditore del Gran Maestro Adrien de Wignacourt nel 1694. Sposò Cornelia Cauchi e alla sua morte prese gli ordini sacri diventando cappellano conventuale. dei Cavalieri e infine Arcidiacono della Cattedrale. Si sforzò e alla fine riuscì a procurare privilegi a sé e ai suoi canonici. Con apposito decreto gli fu permesso di non essere sepolto a San Giovanni ma nella Cattedrale. Papa Clemente XI gli permise “…di astenersi totalmente dal presiedere esecuzioni e torture che implicassero crimini di sangue…” Assegnò i suoi beni in perpetuo a favore di suo figlio, titolare del titolo appena concesso (1716) di Barone di Budach.

GIOVANNI PIO (Gio’Pio) JUD 1° Barone di Budach e 1° Marchese de Piro 1673-1752 – Studiò per il dottorato a Roma. Fu nominato ambasciatore in rappresentanza del Gran Maestro e dell’Università come procuratore del Grano. Il Gran Maestro Perellos lo creò Barone di Budach nel 1716 con un tributo di due moschetti da versare ogni anno nella festa di Santa Barbara. Divenne Segreto dell’Inquisizione nel 1720 e nel 1728 fu Curatore del Sant’Uffizio. Fu posto in una posizione di ulteriore fiducia essendo nominato Secreto di Malta, Gozo e Comino. I suoi onori aumentarono: fu nominato Luogotenente della compagnia reggimentale alla quale appartenevano i famigliari del Gran Maestro. Fu nominato Regio Secreto di Siracusa dal Re di Spagna.

Nel 1742 Gio’Pio era Giurato Anziano di La Valletta. Come trampolino di lancio verso il suo riconoscimento finale fu temporaneamente creato Visconte Cartely ma questo titolo fu soppresso per elevarlo ulteriormente: il 6 novembre 1742 Filippo V di Spagna lo elevò al rango di Marchese de Piro nel Regno di Castiglia.

Gio’Pio era un imprenditore dall’ambizione apparentemente insaziabile e dall’energia instancabile. Ben presto fu responsabile degli affari della sua famiglia, comprese le transazioni che coinvolgevano gli schiavi infedeli. Negli archivi di famiglia è conservata una fattura di 1.500 scudi che rappresenta una transazione in cui Gio’Pio vende musulmani a un commerciante musulmano chiamato Rais. Ma questi erano gli inizi della sua carriera, presto si sarebbe concentrato sulle amministrazioni altrui e avrebbe dimostrato la sua affidabilità.

Il suo matrimonio con Anna Antonia Gourgion accrebbe considerevolmente il suo patrimonio mondano, e sembra che la fortuna gli sia stata riversata addosso per il resto della sua vita. L’amministrazione del ricco suocero cadde nelle sue mani: Giovanni Gourgion fu proprietario terriero, Magistro di Sala del Palazzo Magistrale di La Valletta e addirittura mecenate di Mattia Preti. L’artista dipinse sia Giovanni che sua moglie mentre versano l’acqua sulle Anime Sante del Purgatorio in una grande pala d’altare nella Basilica di San Giorgio a Gozo.

La carriera di Gio’Pio fu un trionfo e forse il maggior successo di qualsiasi uomo maltese del suo periodo. Investì in terra, navi e carichi di tessuti, grano, zucchero, riso e caffè. A volte assicurava carichi e navi per proprio conto. A volte prestava denaro, e molto spesso ai Cavalieri di Malta tra cui l’illustre Fra Carlo Albani, nipote di Clemente XI.

Gio’Pio acquistò terreni in tutta Malta e, in Sicilia, grandi tratti nella pianura di Girgenti. Teneva case a La Valletta, a Mdina, e, in riva al mare, a Scicli e anche nella città esagonale di Avola. Ha investito anche in buoni sindacati. Diede in sposa la figlia al barone Ferdinando de Ribera e la nipote a Francesco, primogenito del duca di Montalto. Ad entrambe le dame furono conferite cospicue doti, le cui descrizioni sopravvivono negli archivi di famiglia.

I suoi affari erano amministrati con efficienza. I documenti sopravvissuti, comprese molte delle sue lettere, sottolineano il punto. Era sempre al corrente di ciò che accadeva e controllava le sue informazioni attraverso una serie di agenti a Malta, in Sicilia, a Napoli e a Roma. Organizzò l’educazione dei figli attraverso i suoi contatti: Angelo andò a Siena e fu costretto a prendere gli ordini sacri contro la sua volontà; Felicissimo Antonio andò a Lione e morì prima del padre; Vincenzo, suo adorato nipote ed erede, si recò a Roma, sotto la tutela della famiglia Albani.

Gio’Pio era coscienzioso e anche religioso. Dotò enti di beneficenza: aiutò le zitelle, donò altari e abbellimenti, donò olio e lasciti per le messe alle chiese. Morì nel 1752 dopo suo figlio e gli successe il nipote. È sepolto con sua moglie nella tomba di famiglia sotto una lapide in marmo a intarsio nell’isola principale della Chiesa di San Francesco a La Valletta.

ANTONIO FELICISSIMO – Baroncino di Budach e Marchesino de Piro morirono prima del padre. Era Secreto del Gran Maestro Despuig. Sposò come terza moglie Elena Grech Balzani nel 1736 e morì nel 1739. Da questa definitiva unione nacque un figlio ed erede.

VINCENZO – 2° Barone di Budach e 2° Marchese de Piro 1736-1799. Divenne giurato e anche procuratore dell’Inquisizione. Era interessato alle tattiche e alle operazioni militari e fu nominato colonnello comandante del reale reggimento siciliano. Contribuì a sollevare la ribellione contro gli invasori francesi e fu eletto come uno dei quattro rappresentanti del popolo. Aveva sposato nel 1757 Maria Testaferrata Abela figlia del 3° Barone di Gomerino. Morì nel 1799 avendo nominato alla Baronia il figlio maggiore Antonio e al Marchesato il secondogenito Giuseppe.

ANTONIO – Il 3° Barone di Budach 1758-1806 non lasciò il Marchesato a causa della sua relazione con una certa Maria Teresa Speranza Campanella de lo Re. Hanno generato quattro figli fuori dal matrimonio, 2 dei quali hanno preso gli ordini sacri. La coppia alla fine si sposò e ebbe la fortuna di avere un erede legittimo, erudito ed erudito.

SIR GIUSEPPE MARIA GCMG – 4° Barone di Budach, 1794-1870. Fu autore di “Storia della peste del 1813” e “Pezzi di storia” (entrambi scritti in italiano). Il secondo libro era una risposta appassionata al commento al vetriolo e denigratorio di Adolphus Slade su Malta. Nel suo libro ha elencato i sapienti e gli artisti maltesi insieme alle loro lodevoli opere di merito. Si proponeva di dimostrare che i suoi connazionali erano stati i principali fattori nel procurare la loro emancipazione e si erano sottomessi volontariamente all’aiuto dell’Inghilterra; e che quest’ultimo, bisognava ricordarlo, non aveva perso un solo soldato nell’acquisizione di Malta.

Secondo la ‘Storia di Malta’ di William Hardiman Sir Giuseppe Maria era un aspirante al governo delle Isole (p.643). Sposò la ricca Antonia Moscati Gatto Xara 3° Baronessa di Benwarrad e vedova di Sir Paola Parisio GCMG Vivevano nel Magnifico Palazzo Parisio dove Napoleone aveva scelto di trascorrere i suoi giorni a Malta. Giuseppe Maria presentò alla nazione la famosa ‘Pietra Majmuna’ (ora nel Museo di Gozo). Il governatore Reid lo ha storicamente nominato primo capitano maltese comandante della milizia maltese. Morì senza eredi legittimi nel 1870 e gli successe la sorella.

FRANCESCA – La quinta baronessa di Budach era una zitella. Ereditò suo fratello e morì 7 anni dopo, nel 1877. Tentò di lasciare il suo titolo e le sue proprietà al vescovo di Gozo. A seguito di una richiesta di successo in tribunale da parte di Guiseppe de Piro, le succedette. Giuseppe era il figlio maggiore del suo defunto primo cugino Carmelo.

GIUSEPPE – (Pinu) 6° Barone di Budach 1845-1916 era scapolo, appassionato giardiniere, costruttore entusiasta e amante del cerimoniale. Era un Cavaliere di Capo e Spada in Vaticano. Dedicò le sue energie alla costruzione di alcune follie degne di nota, tra cui una villa a Roma, una casa neogotica a Mdina, e forse creò il più bel giardino di Malta annesso alla sua Villa Gourgion a Lija. Concesse ai cugini marchesi Francesco Xaverio e Giuseppe Lorenzo di fregiarsi del titolo e addirittura di godere di parte del patrimonio; la sua causa legale sull’eredità di Francesca lo aveva stabilito come l’erede anziano di de Piro e non aveva alcun desiderio di turbare i suoi cugini. Il suo erede non fu il fratello minore (il mio bisnonno Alessandro 1849-1899) perché Alessandro morì prima.

Alessandro aveva sposato l’ereditiera Orsola Agius Caruana e lei portò alla famiglia un grande palazzo a Firenze. Fu sede della Commenda fiorentina e dell’Ambasciata dei Cavalieri di Malta ai tempi del Granducato di Toscana. Uno dei loro sette figli, monsignor Giuseppe de Piro, fondò la Società Missionaria di San Paolo ed è ora un forte candidato alla beatificazione. Eredi di Pinu furono i nipoti Igino che ne ereditarono i titoli ed i beni della baronia di Budach e il fratello minore Pio che ereditò i grandi possedimenti di Gourgion.

IGINO – 7° Barone di Budach 1874-1942. Ha studiato al Liceo e alla Royal University di Malta. Sposò mia Nonna Nicolina figlia di Felicissimo Apap Bologna 4° Marchese di Gnien-is-Sultan. Combatté nella guerra boera e fu presente all’assedio di Ladysmith (medaglia della regina con tre fermagli). Fu aiutante per cinque anni del 9° battaglione del reggimento di Liverpool. Si ritirò per tornare a Malta. Fu eletto Presidente del Senato e prestò servizio nel Comitato dei Privilegi della Nobiltà Maltese. È stato l’unico membro dell’aristocrazia maltese nell’Assemblea nazionale a votare a favore dell’adozione della lingua maltese come parte della Costituzione. È stato eletto Presidente del Casinò Maltese. Ha rappresentato Malta all’incoronazione del re Giorgio VI. A era un appassionato giardiniere e collezionista di francobolli, le sue case erano a La Valletta, Attard (ora residenza maltese del Gran Maestro Bertie), Baia di San Paolo e Firenze. Il suo erede era il suo unico figlio.

GIROLAMO – 8° Barone di Budach e 8° Marchese de Piro 1914-1996. Ha studiato al Collège Champittet, Losanna, Svizzera. Durante la Seconda Guerra Mondiale prestò servizio come artigliere nel 2° Reggimento AA dell’Artiglieria Reale di Malta (Africa Star, 1939-45 Star, War Medaglia 1939-45, Medaglia della Vittoria). È stato per 40 anni membro del Comitato dei Privilegi della Nobiltà Maltese e per un lungo periodo ne è stato Presidente. Al suo pensionamento è stato eletto Presidente emerito ad vitam del Comitato dei Privilegi. Girolamo rappresentava la nobiltà maltese al Congresso Nazionale e all’Assemblea Nazionale; inoltre, con mia madre all’incoronazione di Sua Maestà la Regina Elisabetta II. È stato Cavaliere d’Onore e di Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta. Fu riconosciuto come ottavo marchese de Piro dal Comitato dei Privilegi della Nobiltà Maltese.

Sposò Phyllis Cassar Torreggiani dalla quale ebbe 5 figli: Nicola, Maddalena, Maria, Elisabetta e Margherita.

NICOLA – 9° Barone di Budach e 9° Marchese de Piro nato nel 1941. Sposato con Frances Elizabeth Wilson il 1° ottobre 1970 ed ha figli: Cosmo, Clement, Louisa e Anton’. La famiglia ha vissuto a Painswick House nel Gloucestershire per 14 anni prima di tornare a Malta nel 1990 per aprire al pubblico Casa Rocca Piccola.

Nicholas è l’autore di 6 libri: ‘Lost Letters’ (con Kenneth Zammit Tabona e altri; Pedigree Books London). ‘Il Dizionario Internazionale degli Artisti che Dipinsero Malta; Poesie ‘Raccolta tra le pietre, le nozioni, la nostalgia e le sciocchezze’ (entrambi Said International, Malta); La Valletta; Medina; Il Tempio dei Cavalieri di Malta (tutte e tre le pubblicazioni Miranda con fotografie di Daniel Cilia); Costume a Malta (collaboratore e co-editore con Vicki Ann Cremona).

Visita alla Casa Rocca Piccola

Ammissione

Casa Rocca Piccola è aperta dalle 10 alle 17 (ultimo ingresso ore 16) tutti i giorni tranne la domenica. Per gli orari di apertura nei giorni festivi controlla i nostri social media.

Le visite guidate si svolgono ogni ora, durano 45 minuti e di solito vengono svolte in un inglese parlato chiaro dalle nostre guide esperte.

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Giancarlo Garoia
ID: 398266
Licenza di distribuzione:
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Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.