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Carmen di Georges Bizet al Macerata Opera Festival. Sul podio il Direttore musicale del Festival, Donato Renzetti

  La regia di Daniele Menghini costruisce uno spazio teatrale di parola sul tessuto musicale originale ed eterno ed una presenza inquietante e fantastica
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Carmen di Georges Bizet al Macerata Opera Festival. Sul podio il Direttore musicale del Festival, Donato Renzetti

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  La regia di Daniele Menghini costruisce uno spazio teatrale di parola sul tessuto musicale originale ed eterno ed una presenza inquietante e fantastica

“Devo molto a Bizet. Fu la sua Carmen ad affascinarmi per prima, forse a decidere della mia vita” (Maria Callas).

Carmen di Georges Bizet al Macerata Opera Festival in un nuovo allestimento firmato da Daniele Menghini, con le scene di Davide Signorini, in collaborazione con il drammaturgo Davide Carnevali, i costumi di Nika Campis; i costumi di Nika Campisi, le coreografie di Virginia Spallarossa, le luci di Gianni Bertoli e la drammaturgia dell’immagine di Martin Verdross.

Nel cast il mezzosoprano Ketevan Kemoklidze( (Carmen), Ragaa Eldin come Don Josè, tenore emergente, Roberta Mantegna (Micaëla) e Fabrizio Beggi (Escamillo), Armando Gabba (Le Dancaïre), Saverio Fiore (Le Remendado), Paolo Ingrasciotta (Moralès), Andrea Concetti (Zuniga), Francesca Benitez (Frasquita), Alessandra Della Croce (Mercédès), Andrea Pistolesi (Un bohémien), Tina Chikvinidze (Une marchande) e l’attrice Valentina Picello.
Il Direttore musicale del Festival, Donato Renzetti, insignito, al termine dell’opera, della medaglia d’onore da Sandro Parcaroli, Sindaco di Macerata, sul podio della FORM-Orchestra Filarmonica Marchigiana, affiancata dal Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini” diretto da Martino Faggiani, dai Pueri Cantores “Zamberletti” diretti da Gian Luca Paolucci e dalla Banda Salvadei.

La fonte della Carmen di Bizet è l’omonima novella di Prosper Mérimée, pubblicata nel 1847. Mérimée nel suo racconto unisce la tragedia e il romanzo picaresco per  rappresentare i danni di una passione amorosa spinta all’eccesso, presentata subito con questo epigramma di Pallada, poeta e grammatico greco vissuto tra il IV e V secolo ad Alessandria d’Egitto:

« Ogni donna è fiele; non concede che due ore di letizia:
una sul suo letto nuziale, e una sul suo letto di morte»

Personaggi forti, dunque, nella Spagna vista non come semplice sfondo su cui ambientare la vicenda, ma come luogo unico  in cui far muovere   tutta la loro carica, bellezza e verità, sul terreno terribile della ricerca della libertà.

Carmen è una donna zingara, ai margini della società, con un’amore smisurato per la libertà e l’indipendenza. La musica di Bizet accompagna il suo difficile vivere nell’attimo, come se la vita fosse leggera, sapendo subito che

“Carmen non cederà mai!
Libera è nata, e libera morirà!”

Carmen è un personaggio femminile forte, anticonformista, attuale: il suo gesto estremo, quando alla fine, pur di non cedere alle minacce di Don José, lo sfida, compie una scelta di coerenza e di fedeltà prima di tutto verso se stessa, cioè una scelta di libertà. .

Non semplice dunque portare in scena oggi la Carmen: Daniele Menghini, giovane regista  già conosciuto a Macerata per aver firmato nella scorsa edizione l’allestimento  del Barbiere di Siviglia, vincitore del concorso indetto dallo Sferisterio, così introduce il suo lavoro e la sua ricerca:

“Carmen rappresenta l’alterità, l’emarginazione e il diverso, la dimensione demoniaca, infera e oscura  che nella novella di  Mérimée è molto forte…. Per questo ho deciso, assieme al drammaturgo Davide Carnevali, di utilizzare le maschere e soprattutto  quella di Arlecchino, che ha sì un carattere  farsesco ma che prende origine dall’Alichino dantesco…”.
Ecco allora Carmen che prende in braccio un piccolo  Arlecchino con il corno sulla maschera, comico e diabolico insieme, emblema dell’eros rivoluzionario e anarchico, dionisiaco e demoniaco di Carmen che si contrappone al rassicurante ordine sentimentale della società, con i suoi José così inquadrati e virili ma poi sempre lì a parlare di mammà” (Daniele Menghini).

Disegnare ” uno spazio teatrale di parola”, rispettare il tessuto musicale, originale ed eterno, costruire una presenza inquietante e fantastica: questi gli obiettivi della  Carmen di Menghini – Carnevali – Renzetti

Una voce narrante originale apre ogni volta  l’opera: per la  prima volta  si sperimenta una operazione, che crea una relazione tra piano musicale e prosa,

Immediatamente la musica esce dalla parola e accompagna la scena, la riempie e la rispetta. Le voci muovono i personaggi nella loro disperata ricerca.

Arlecchino, elemento non più estraneo al dramma, li accompagna, osservandoli dall’alto ma anche dentro di loro, angelo e demone.

Georges Bizet
Carmen
Opéra-comique in quattro atti
Libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy dalla novella omonima di Prosper Mérimée.
In lingua originale con sopratitoli in italiano e in inglese
Regia di Daniele Menghini
Scene di Davide Signorini
Costumi di Nika Campis
FORM Marchigiana Philharmonic Orchestra.
Direzione d’orchestra di Donato Renzetti
Coro Lirico Marchigiano ‘V. Bellini’.

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Giancarlo Garoia
ID: 381774
Licenza di distribuzione:
Picture of Emiliano Cecchi

Emiliano Cecchi

Web Designer per la PuntoWeb.Net sas, mi occupo anche di editoria online sin dal lontano 1996. Già ideatore e curatore di vari portali, sono il co-founder di LiquidArte.it dove svolgo anche il ruolo di content manager. Sono appassionato di storia e di tutto quanto può accrescere la mia cultura.