La musica pop del Novecento, si sa, è stata pesantemente condizionata dai Beatles. Negli Stati Uniti, però, dobbiamo registrare la presenza di due compositori, uno preesistente ai Beatles e l’altro successivo, che niente hanno avuto a che fare con la musica dei Fab Four. Due musicisti che si collocano ai due poli opposti della musica americana, uno dei quali scrive musica “patinata” mentre l’altro affonda le proprie radici nella musica “nera”. Si tratta di Burt Bacharach e Barry White. Da notare che i due, pur essendo noti in tutto il mondo, non hanno mai collaborato tra loro. Non solo sono stati all’opposto come genere musicale ma anche sul piano delle origini etniche: uno ebreo e l’altro afroamericano, due personaggi che sicuramente non riscuotevano le simpatie del Ku Klux Klan ma che hanno conquistato il pubblico americano e mondiale.
Burt Freeman Bacharach (1928 – 2023) ha iniziato per primo l’attività artistica per ragioni anagrafiche. Preesistente, come già detto, al fenomeno dei Beatles, nasce negli Stati Uniti da una famiglia di ebrei tedeschi. Dopo avere studiato musica a livello universitario, inizia la carriera artistica come arrangiatore, direttore e pianista dell’orchestra che accompagnava Marlene Dietrich nei suoi tour americani. Nel 1958, un Bacharach ancora sconosciuto come autore, ottiene il suo primo successo con la canzone “Magic Moments”, cantata da Perry Como, e rimasta famosa per la sua introduzione fischiata, nonché utilizzata in Italia ancora in epoca recente come gingle pubblicitario. La scrive insieme al paroliere Hal David, con il quale farà coppia fissa per diversi anni e insieme al quale scriverà la maggior parte dei suoi successi. Ma la sua interprete favorita in quegli anni sarà la cantante afroamericana Dionne Warwick, che canterà alcuni dei suoi tanti successi. Nel suo periodo d’oro scrive canzoni conosciute in tutto il mondo come “This Guy’s in Love with You, “The Look of Love”, “Walk on By”, “I Say a Little Prayer”, “Raindrops Keep Fallin’ On my Head”, “What the World Needs Now” e tante altre ancora, delle quali vengono fatte cover da cantanti di tutto il mondo (alcune vengono tradotte in Italiano come “Raindrops Keep Fallin’ On my Head” che diventa “Gocce di pioggia su di me”). Alcune canzoni le scrisse per il cinema, vincendo ben tre premi Oscar. Nel corso degli anni, all’attività discografica, Bacharach ha sempre affiancato l’attività concertistica, continuando ad esibirsi fino a novant’anni, a volte accompagnato da un’orchestra, altre volte soltanto da alcuni solisti. Quando, ad esempio, ebbi la fortuna di vederlo a Lucca nel 2004 in occasione del Summer festival, all’età di 78 anni, si presentò sul palco – accompagnato da una formazione di batteria, basso, tastiere, sax, tromba e tre vocalist, due delle quali afroamericane e uno, John Pagano, di origine italiana – al piano e in un’ora e mezzo ripropose i suoi più grandi successi. Bacharach ci ha lasciati lo scorso 8 febbraio all’età di 95 anni.
Diversa la storia di Barry White [nato Barrance Eugene Carter] (1944 – 2003). Sua madre era l’attrice cinematografica Sadie Marie Carter, nota negli anni Trenta. Tuttavia, per lui gli inizi sono difficili. Nonostante avesse già suonato il pianoforte in un’incisione discografica all’età di 11 anni, cresce nel quartiere con più alta criminalità di Los Angeles, nel quale uno dei suoi fratelli rimarrà ucciso in uno scontro tra gang rivali. Interrotti gli studi scolastici a 15 anni, entra lui stesso in una gang e finirà in carcere. Secondo un’intervista televisiva da lui rilasciata, è proprio in carcere che il giovane Barry decide di fare il musicista per vivere e, per sua stessa ammissione, decide che dovrà studiare musica più e meglio degli altri perché vuol studiare come autodidatta. Agli inizi degli anni Sessanta intraprende la carriera musicale professionistica facendo parte di alcuni gruppi. In questo periodo conosce Gene Page, col quale collabora in diversi dischi e che sarà talvolta il suo co-arrangiatore. Nel 1968, durante una sessione di registrazione con Page, incontra un trio di vocalist, una delle quali diventerà la sua seconda moglie, con le quali decide di collaborare, dandogli il nome di Love Unlimited. Nel 1972 produce il primo album delle Love Unlimited che riscuote notevole successo. Il brano di punta è “Love Theme” che però non varca i confini nazionali. Nel 1974, White fonda la Love Unlimited Orchestra, una formazione composta da oltre sessanta musicisti, con la quale girerà il mondo in tour per tutti gli anni Settanta. In quell’anno, con la Love Unlimited Orchestra, incide la versione strumentale di “Love Theme” che diviene un successo mondiale (in Italia è stata recentemente utilizzata come sigla della trasmissione televisiva “C’è posta per te”). White non aveva mai pensato di fare il cantante, nonostante fosse dotato di una voce potente con timbro baritonale. Fu la sua casa discografica che gli propose di provare a cantare egli stesso, mentre lui era alla ricerca di un vocalist maschile per interpretare alcuni dei suoi nuovi brani. Così, sempre nel 1974, ottiene il suo primo successo come cantante con il brano “You Are the First, the Last, My Everithing”. A questo seguono altri successi sia di album che di singoli, come “Let The Music Play” nel 1975 e “Is This Whatcha Wont” nel 1976, co-arrangiato insieme a Page, assieme singolo “Don’t Make me Wake Too Long”. Con gli anni Ottanta, White rallenta l’attività concertistica prediligendo il lavoro in sala di registrazione, continuando ad incidere album sia come cantante che come direttore della Love Unlimited Orchesta. Nella sua carriera incide un totale di venti album come cantante (senza contare quelli come direttore d’orchestra) l’ultimo dei quali nel 1999, ancora un successo a livello mondiale, “Staying Power”, premiato nel 2000 con due Grammy Awards. White è da molti considerato l’inventore della discomusic (anche se secondo altri critici, l’inventore della discomusic sarebbe l’italiano Giorgio Moroder che incise in Germania i suoi primi successi interpretati dalla cantante afroamericana Donna Summer). Sofferente di reni e di ipertensione a causa del peso eccessivo dal 2000 è costretto a sospendere l’attività artistica e si spegne nel 2003 a soli 59 anni.
Sotto i video musicali di una miscellanea di Bacharach e Can’t Get Enough Of Your Love Baby (Live on the Midnight Special 1974) di White https://www.youtube.com/watch?v=zJNfNjAkvCY








