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Billie Holiday: la sensibilità del canto Jazz e Blues

Ricordo di una delle più iconiche voci del XX° Secolo
Bruno Pollacci
Photo credits: Bruno Pollacci

Billie Holiday: la sensibilità del canto Jazz e Blues

Bruno Pollacci
Photo credits: Bruno Pollacci
Ricordo di una delle più iconiche voci del XX° Secolo

Il 7 aprile 1915, a Filadelfia, Pennsylvania (USA), nasceva Billie Holiday, nome d’arte di Eleanora Fagan. La madre, allora adolescente, ebbe una relazione occasionale con Clarence Holiday, un musicista che suonava il banjo e il chitarra jazz, e non un “suonatore di banjo” come indicato precedentemente. Contrariamente a quanto indicato nell’articolo originale, Clarence Holiday non abbandonò la famiglia subito dopo la nascita di Billie, ma fu presente, seppur in modo intermittente, durante la sua infanzia.

Dopo la nascita di Billie, la madre si trasferì a New York per cercare lavoro, lasciando inizialmente Billie a Filadelfia con i parenti. Billie si trasferì a New York qualche tempo dopo, ma non è corretto affermare che si prostituisse in un bordello di Harlem. Questa è una distorsione della realtà; mentre Billie Holiday ebbe un’infanzia e un’adolescenza difficili, le circostanze esatte del suo coinvolgimento in attività illecite non sono così nette o unicamente legate alla prostituzione.

Billie Holiday fu effettivamente arrestata, ma la narrazione del suo arresto e del successivo impiego come cantante nei club di Harlem è più complessa e sfumata di quanto suggerito nell’articolo. La sua carriera iniziò quando fu scoperta in un nightclub di Harlem, dove la sua performance impressionò John Hammond, un noto talent scout, che la aiutò a iniziare la sua carriera discografica.

Il soprannome “Lady Day” fu effettivamente coniato da Lester Young, ma l’articolo lo riporta erroneamente come “Lady Lay”. Questo errore di trascrizione cambia il soprannome in maniera significativa.

L’arresto di Billie Holiday per droga nel 1947 fu il risultato di una campagna mirata contro di lei da parte di Harry Anslinger, capo del Federal Bureau of Narcotics. È importante notare che le accuse contro di lei erano parte di una più ampia campagna di persecuzione e non si limitavano a un singolo episodio, come potrebbe sembrare dall’articolo originale.

Infine, la descrizione della morte di Billie Holiday e delle circostanze che la circondano necessita di un trattamento più rispettoso e accurato. Mentre è vero che fu arrestata per possesso di droga durante il suo ultimo ricovero ospedaliero, la narrazione dell’articolo non coglie appieno la tragedia e la complessità della sua ultima fase di vita, né l’impatto della sua musica e del suo lascito.

Riguardo al suo impatto artistico, Billie Holiday è universalmente riconosciuta come una delle più grandi cantanti di jazz e blues di tutti i tempi, non solo per la sua intensità e drammaticità vocale, ma anche per la profondità emotiva e la sincerità delle sue interpretazioni.

Questa mia opera ad acquerello, che è stata esposta presso il Festival “Lucca Jazz Donna” e presso il “Museo della Grafica” di Pisa, e’ in suo omaggio e memoria.

Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Bruno Pollacci
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Bruno Pollacci

Pittore. Nato a Lucca nel 1954, vive e lavora a Pisa. Ha conseguito il Diploma di Maturità Artistica presso il Liceo Artistico Statale di Lucca ed ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida del Maestro Fernando Farulli. Ha iniziato l'attività artistica nel 1968. Nel 1978, con il pittore Marco Menghelli, ha fondato l'Accademia d'Arte di Pisa, che tutt'ora dirige e nella quale insegna Pittura e Disegno.