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Bigwave Studio porta gli artisti nel mondo NFT

Intervista a Niko Santaniello – anima, cuore, mani e orecchie – del Bigwave Studio. Lo studio di registrazione livornese si proietta nell’ultima frontiera digitale, il Metaverso.
Bigwave Sturio Livorno
In foto: Niko Santaniello – Bigwave Studio

Bigwave Studio porta gli artisti nel mondo NFT

Bigwave Sturio Livorno
In foto: Niko Santaniello – Bigwave Studio
Intervista a Niko Santaniello – anima, cuore, mani e orecchie – del Bigwave Studio. Lo studio di registrazione livornese si proietta nell’ultima frontiera digitale, il Metaverso.

La zona è quella di Porta a Terra, Livorno. Ideatore, fondatore e responsabile del Bigwave Studio nonché Sound Engineer, Professional mix engineer e, ancora, chitarrista e arrangiatore pop/rock, esperto in Teciniche Mix avanzate e Multimicrofonazione Dolby Atmos, tutto questo è Niko Santaniello, classe 1974. La storia del Bigwave Studio parte da lontano, circa vent’anni fa e, da quel momento, coincide con la storia di Niko. Ma la passione, che lo porterà ad aprire nei primi anni 2000 il BigWave, inizia molto prima quando Niko Santaniello è soltanto un ragazzino, un adolescente di appena 14 anni.

Tutto è cominciato…

“Tutto è cominciato – sorride – tanto tempo fa. Alla fine degli anni ’80 c’erano i registratori a cassetta e io ho sempre amato la musica e mi è sempre piaciuto registrarla. Così, iniziai a girare per le sale prova e a registrare le band che provavano – prima con un multitraccia a cassetta a 4 tracce poi a 8 poi a 16 per arrivare al mixer analogico”.

E poi?

“Nello stesso periodo cominciai a suonare la batteria per poi passare alla chitarra elettrica che è rimasta il mio strumento, quello che preferisco. A 19 anni ho aperto il mio primo studio di  registrazione, vicino casa, in campagna, per poi aprire il Bigwave nel 2001, tra i primi in Italia a utilizzare il sistema surround. In quell’intervallo di tempo, ho lavorato, ho fatto di tutto ma, bene o male, tutto quello che ho fatto – idraulico, falegname, elettricista – mi è servito poi per costruire lo studio”.

Impara l’arte…

“Esatto. Ho lavorato anche nel campo dell’elettronica, acquisendo quelle conoscenze e competenze che mi hanno permesso di apportare modifiche e migliorie in tutti i microfoni e le varie apparecchiature dello studio. Come la passione per l’ingegneria acustica che è stata fondamentale per la costruzione degli studi Bigwave che si sono succeduti in questo ventennio. Questa è l’ultima e definitiva versione che è nata durante la pandemia. In quei due anni di vari lockdown, che ci hanno bloccati a causa del Covid, ho realizzato finalmente ciò che avevo sempre avuto in mente”.

Mi guardo intorno ed è assolutamente stupefacente quello che hai realizzato, considerando che non sono intervenute ditte ma hai fatto tutto da solo… Devi essere molto fiero di ciò che hai costruito.

“Lo sono” dice sorridendo.

Parlami dello studio: quali sono le attività che svolgete al Bigwave?

“All’inizio, e fino a qualche anno fa, c’erano le sale prova dove venivano a provare i vari gruppi. Nel contempo, l’attività di studio di registrazione professionale che si avvale, da subito, di una regia Surround 5.1 per poi approdare a Dolby Atmos e Ambisonic, due teconologie all’avanguardia che permettono al suono di essere riprodotto, non solo ad elevatissima qualità ma, ad esempio con il Dolby Atmos, di poterlo “posizionare” dove si vuole mentre l’Ambisonic è un formato audio “sferico” che quindi avvolge completamente tutto lo spazio. Due strumenti di altissimo livello che, ad oggi, sono il top, il meglio che si possa usare. Chiuse le sale prova, nel 2015 ho aperto una mia etichetta discografica, la Bigwave Records. Siamo anche il primo Centro Certificato Steinberg della Toscana: questo ci permette di certificare i corsi di Wavelab, Nuendo, Cubase e Dorico, corsi per Tecnico del suono, Doppiatori, Videomaker, Arrangiatori, music production, mix e mastering… Abbiamo 11 postazioni e un pianoforte Bösendorfer Grancoda Concerto T92, cioè 92 tasti invece degli 88 standard, per i bassi. Collaboriamo con scuole musicali. Inoltre, ci siamo specializzati nella realizzazione di colonne sonore e doppiaggio: abbiamo realizzato varie colonne sonore tra film e cortometraggi per la Warner, collaborato con RAI e Mediaset – Rabbia in pugno, L’ultimo ultras, Cronaca di un assurdo normale, Dead Bride, Dopo quella notte, Olive, Tutti intorno a Linda, L’erede questi alcuni titoli – collaboriamo con gruppi nazionali e internazionali – recentemente sono venuti a fare le prove per i live gli Zen Circus – ma non solo band, anche con solisti – sono venuti alcuni artisti dell’edizione 2013 di XFactor – registi…”

…insomma non vi annoiate. Parlami di Madre resterai.

“In occasione dell’alluvione in Sardegna del novembre 2013, abbiamo registrato in studio questa canzone il 1° gennaio 2014. Il video è visibile su YouTube. Sono affezionato a questo pezzo perché ha visto la collaborazione di molti artisti che, gratuitamente, hanno prestato la voce per realizzarlo e per sostenere la popolazione colpita dall’alluvione. L’intero ricavato, infatti, è stato devoluto per aiutare i tanti che hanno sofferto le conseguenze disastrose di questa calamità”.

E veniamo all’oggi. A cosa state lavorando e quali sono i vostri progetti futuri?

“Al momento, io e i miei collaboratori –  in rigoroso ordine alfabetico: Marco Bertini, compositore musica elettronica, Fabio Lenzi, responsabile centro Steinberg, DJ, Producer e poi sarebbe troppo lunga – sorride – Marco Susini, arrangiatore e compositore di musiche per colonne sonore cinematografiche ma anche Antonio Repola, Sound Designer, Rosco RVP e molti altri – ci stiamo occupando di Web Radio e, soprattutto di Metaverso. La produzione discografica, infatti, è stata spostata interamente nell’NFT, acronimo di non fungible token: tradotto letteralmente significa gettone non copiabile ossia qualcosa di unico che non può essere sostituito da altro – per dare la possibilità a tutti gli artisti, soprattutto emergenti, di poter realizzare qualunque cosa vogliano. L’NFT offre un pressoché infinito ventaglio di opportunità. E’ qualcosa di nuovo, ancora da esplorare ma estremamente potente ed emozionante. Cosa c’è di più bello che veder realizzati i propri sogni? E’ realtà virtuale ma, altrettanto reale, appunto, quanto quella dove esistiamo. Solo, diversa”.

Di motivi che rendono il Bigwave uno studio unico nel suo genere ce ne sono davvero molti ma perché qualcuno dovrebbe scegliere di venire proprio da voi? Cos’avete che gli altri non hanno, oltre a tutto quello che mi hai già elencato?

“Ho calibrato personalmente tutti i nostri sistemi: hardware, software. Fin dall’apertura abbiamo utilizzato le MakieHR 824 Brandizzate dalla Lucas Film. Tutto questo per dire che il suono realizzato qui lo potrai trovare solo qui. E’ il nostro – eccellente – marchio di fabbrica”.

All’interno del bellissimo studio di registrazione, oltre alle 10 stanze ciascuna connotata da un diverso colore, potrete trovare anche una sala di proiezione. E’ inoltre dotato di un piccolo bar. Il Bigwave può affittare le proprie stanze per conferenze, corsi, attività culturali per cui non resta che andarsi a prendere un caffè e vedere con i propri occhi quello che le foto non possono rendere.

Info e contatti:

– email: info@bigwavestudio.com
– Tel e WhatsApp: 3393353674
– Facebook: Niko Bigwave
– Instagram: @bigwaverecstudio
– Sito Web: https://www.bigwavestudio.com/



Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Diana Millan
In foto: Niko Santaniello – Bigwave Studio
Diana Millan

Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.