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BANJO e CHARANGO: i due cugini della musica americana

I due cordofoni originari del Nuovo Mondo a confronto.

BANJO e CHARANGO: i due cugini della musica americana

I due cordofoni originari del Nuovo Mondo a confronto.

Tra i cordofoni, sono due quelli originali del Nuovo Mondo: il banjo dal Nord America, diffusosi nel sud degli Stati Uniti ad opera degli schiavi africani che lo costruirono basandosi sulla chitarra africana e che successivamente è stato rimaneggiato dai bianchi, e il charango originario delle Ande, da dove successivamente si è diffuso in altre zone dell’America Latina.

Il banjo nella sua forma attuale è nato nella prima metà dell’Ottocento. La cassa armonica ha la forma di un tamburo ed è dotata di un meccanismo in grado di tendere la pelle che funge da tavola armonica. Infatti, una delle peculiarità del banjo è quella di avere la tavola armonica di pelle (oggi anche di materiale sintetico) anziché di legno. Il banjo può avere quattro o cinque corde. È stato utilizzato nel jazz soprattutto negli anni Venti e Trenta del secolo scorso soprattutto nel genere Dixieland in quanto aveva una sonorità maggiore della chitarra. Successivamente tralasciato dal jazz, è ancora oggi utilizzato nel blues e nella musica country in quanto è stato adottato dai musicisti bianchi che lo utilizzano spesso in coppia col mandolino. 

Ne troviamo diverse varianti: il banjo chitarra, che ha sei corde e si accorda come una chitarra, il mandobanjo, che dispone di otto corde accordate a coppie come nel mandolino, e il banjolele che dispone di quattro corde di nylon accordate come l’ukulele. 

Il charango deriva dalla viola da mano, che era una specie di chitarra importata in America dai colonizzatori spagnoli. Possiamo distinguere tra due tipi di charango: quello boliviano e quello peruviano. 

Innanzitutto, a differenza del suo cugino nordamericano, il charango nella parte frontale è molto simile all’ukulele. Dispone di dieci corde accordate a coppie come il mandolino. La parte retrostante, invece, differisce notevolmente tra il boliviano e il peruviano. Infatti, mentre nel peruviano il retro è realizzato con fasce di legno ed ha l’aspetto dell’ukulele, il retro del boliviano è concavo. Inizialmente era realizzato con il guscio dell’armadillo, oggi per evitare l’estinzione di questo animale, è fabbricato da un unico blocco di legno che viene scavato. 

Tornando alle differenze tra banjo e charango, nel primo le corde sono di metallo in tutte le versioni, ad eccezione del banjolele, mentre nel charango sono di nylon. Per quel che riguarda l’accordatura, il charango è accordato in SOL – DO – MI – LA – MI. Per il banjo, invece, le accordature sono molteplici ma tra le più diffuse troviamo l’accordatura in SOL – DO – SOL – MI – RE per quello a cinque corde mentre, per quello a quattro corde, l’accordatura è in LA – RE – SOL – SI.

La diffusione in Italia dei due strumenti è avvenuta in tempi e modi diversi. Il banjo è arrivato in Italia con la diffusione del jazz nel Secondo Dopoguerra, suonato da musicisti come Carlo Loffredo e Lino Patruno. Il charango, invece, è rimasto sconosciuto in Italia fino a cinquant’anni fa, quando i componenti del gruppo cileno degli Inti Illimani si trovarono in tour in Italia durante il golpe di Pinochet e chiesero asilo politico al nostro Paese, portando la loro musica in giro per l’Italia per diversi anni, contribuendo così a far conoscere al pubblico italiano questo strumento. 

Il charango, a differenza del banjo che invece è più diffuso, è ancora oggi poco utilizzato in Italia ed è difficilissimo trovarlo in vendita. 

In conclusione, le Americhe ci hanno fornito due cordofoni molto interessanti che vale la pena apprezzare e conoscere meglio. 

 

Sotto un video su una performance musicale a due banjos di Carlo Loffredo e Lino Patruno:

Sotto due video degli Inti Illimani:_



Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Raimondo Banchetti
Raimondo Banchetti

Raimondo Banchetti

Laureato in lettere ad indirizzo storico-artistico, appassionato di musica, ha studiato diversi strumenti, sia a fiato che a corda.