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Babbo Natale è realmente esistito?

Alla ricerca delle origini del personaggio più amato dai bambini. Il Santo è passato alla storia, secondo alcune fonti, per aver regalato una cospicua dote a tre fanciulle per permettere loro di sposarsi anziché prostituirsi, secondo altre per aver resuscitato tre bambini. Per commemorare quanto accaduto, si è diffusa nel Nord Europa, la tradizione di scambiarsi doni nella ricorrenza del Santo. Con la Riforma Protestante, nei Paesi Nordici, i Santi cattolici non erano ben visti, ma la tradizione di San Nicola era ormai talmente radicata che proseguì, anche se il personaggio di Nikolaus, come viene chiamato ancora oggi, perse l’aspetto del vescovo e divenne un personaggio mitico.
Foto a sx: Corrado Giaquinto, San Nicola di Bari – Museo Fesch ad Ajaccio by Di Sailko – Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=89376872

Babbo Natale è realmente esistito?

Foto a sx: Corrado Giaquinto, San Nicola di Bari – Museo Fesch ad Ajaccio by Di Sailko – Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=89376872
Alla ricerca delle origini del personaggio più amato dai bambini. Il Santo è passato alla storia, secondo alcune fonti, per aver regalato una cospicua dote a tre fanciulle per permettere loro di sposarsi anziché prostituirsi, secondo altre per aver resuscitato tre bambini. Per commemorare quanto accaduto, si è diffusa nel Nord Europa, la tradizione di scambiarsi doni nella ricorrenza del Santo. Con la Riforma Protestante, nei Paesi Nordici, i Santi cattolici non erano ben visti, ma la tradizione di San Nicola era ormai talmente radicata che proseguì, anche se il personaggio di Nikolaus, come viene chiamato ancora oggi, perse l’aspetto del vescovo e divenne un personaggio mitico.

Uno dei momenti più significativi dell’infanzia di ogni bambino è la scoperta che Babbo Natale non esiste. Forse non esisterà ma ci sono forti prove che sia realmente esistito. Ma da chi o da che cosa ha avuto origine la sua leggenda?

Babbo Natale altri non è che una trasformazione, avvenuta nel corso dei secoli, di San Nicola di Bari. Nicola era nato a Patara il 15 marzo 270 e morì a Myra, città di cui fu Vescovo, il 6 dicembre 343, giorno in cui a tutt’oggi è ricordato dal calendario liturgico con memoria obbligatoria dal 2017. Entrambe le località si trovano nell’odierna Turchia. Il motivo per cui è conosciuto principalmente come san Nicola di Bari è dovuto a un episodio storico legato alle città di Venezia e Bari. Le spoglie del santo riposarono nella cattedrale di Myra fino al 1087 , anno in cui i musulmani conquistarono la città. Venezia e Bari entrarono in competizione per impossessarsi delle reliquie e portarle in Occidente. Sessantadue marinai di Bari organizzarono una spedizione marittima, riuscendo a sottrarre le ossa del santo. In realtà, i marinai baresi avevano tralasciato, volutamente o per errore – ma è probabile nella fretta detatta dalla fuga, le ossa più piccole, che furono prese successivamente dai marinai veneziani e a tutt’oggi si trovano nella chiesa di san Nicolò al Lido a Venezia mentre le altre riposano nella Basilica di san Nicola, appositamente costruita tra il 1087 e il 1197, nel cuore della città vecchia di Bari.

Ecco perché al nome del santo venne aggiunta la base toponomastica della città di Bari – è noto anche, soprattutto nella chiesa ortodossa, come san Nicola di Myra – ed era conosciuto soprattutto in Puglia, dove il suo culto è sempre stato molto radicato e dove era lui a portare i regali il 6 dicembre, giorno della memoria liturgica, e non nella notte tra il 24 e il 25. Il nome del Santo, quindi, è ormai indissolubilmente legato a quello della città, nella devozione popolare, al punto che il noto cantante pop pugliese, attivo soprattutto negli anni Sessanta e Settanta, Michele Nicola Scommegna, vincitore di ben due edizioni consecutive del Festival di Sanremo, scelse come nome d’arte proprio Nicola di Bari.

Puglia a parte, però, in Italia San Nicola non porta i doni ai bambini il 6 dicembre e, col nome di Babbo Natale, si è sostituito a Gesù Bambino nella notte della Vigilia di Natale. I molti film natalizi di produzione statunitense, presenti in questi ultimi anni nei palinsesti televisivi e sulle piattaforme a pagamento, hanno poi contribuito a consolidare le tradizioni Nord Americane anche nel nostro Paese. Il significato religioso cristiano, quindi, è ultimamente stato relegato in secondo piano, mentre è stata data più importanza all’aspetto iconografico e commerciale.

Ma quando San Nicola è divenuto Babbo Natale? L’attuale rappresentazione in abito rosso bordato di bianco origina dal poema A Visit from St. Nicholas – inizialmente pubblicato anonimo il 23 dicembre 1823 – di Clement C. Moore, Professore di Letteratura Orientale e Greca, nonché di Teologia presso il Seminario della Chiesa Protestante Episcopale, a New York – che lo descrisse come un signore allegro e paffutello, contribuendo così alla diffusione della mitica figura di Babbo Natale. Si dice che fu la Coca Cola che, per una campagna pubblicitaria del 1931, lo volle raffigurato vestito di rosso, ma in realtà già nel 1885 furono prodotti, sempre negli Stati Uniti, dei biglietti di auguri sui quali Babbo Natale era già vestito di quel colore. La Coca Cola, quindi, avrebbe soltanto consolidato definitivamente l’iconografia del Babbo Natale rosso vestito. 

Tornando a Nikolaus, sembra che il personaggio sia stato introdotto nel Nord America dai coloni olandesi, ai quali si deve anche la fondazione dell’attuale città di New York. Comunque sia, la trasformazione da Nikolaus a Babbo Natale, pare sia avvenuta proprio negli Stati Uniti, dove il personaggio venne chiamato Santa Claus e, non essendoci la tradizione di festeggiare San Nicola il 6 dicembre, venne decretata la consegna dei regali alla Vigilia di Natale. Babbo Natale è stato poi reintrodotto in Europa proprio dagli USA e, nei Paesi Nord Europei, spesso non viene più identificato con San Nicola, ma viene chiamato con altri nomi. È significativo il caso della Germania, dove il 6 dicembre si festeggia Nikolaus che porta i doni ai bambini, mentre la notte della Vigilia di Natale i doni sono portati da Babbo Natale che in Tedesco è chiamato Weihnachtsmann, che letteralmente sarebbe “Uomo del Natale” (Weihnacht = Natale e Mann = uomo).

In Italia la tradizione di Babbo Natale e le decorazioni natalizie, attualmente in uso, hanno una storia recente.

La tradizione dell’Albero di Natale, ad esempio, è stata introdotta dai militari tedeschi durante l’occupazione e si è consolidata successivamente dopo la Liberazione da parte degli Americani. Prima della Seconda Guerra Mondiale, infatti, la tipica decorazione natalizia italiana era il Presepio, inventato, com’è noto, da San Francesco D’Assisi. La letterina, per chiedere i regali, veniva scritta a Gesù Bambino ed era Lui a portarli. Il dono da parte di Dio di suo figlio agli uomini diventa, per traslato, il dono fatto ai bambini.

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Raimondo Banchetti
Foto a sx: Corrado Giaquinto, San Nicola di Bari – Museo Fesch ad Ajaccio by Di Sailko – Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=89376872
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Raimondo Banchetti

Laureato in lettere ad indirizzo storico-artistico, appassionato di musica, ha studiato diversi strumenti, sia a fiato che a corda.