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Astrid Lindgren, la mamma di Pippi Calzelunghe

Breve excursus attraverso la vita e le opere principali della grande scrittrice svedese di libri per l’infanzia, autrice di Pippi Calzelunghe.
In foto: la scrittirice intorno al 1960, fonte wiki.

Astrid Lindgren, la mamma di Pippi Calzelunghe

In foto: la scrittirice intorno al 1960, fonte wiki.
Breve excursus attraverso la vita e le opere principali della grande scrittrice svedese di libri per l’infanzia, autrice di Pippi Calzelunghe.

Astrid Lindgren nacque Ericcson nel 1907 e acquisì il cognome Lindgren per matrimonio nel 1931.

Inizialmente lavorò dapprima come correttrice di bozze per un giornale locale e in seguito come impiegata per l’Automobil Club. Nel 1941, a seguito di una malattia della figlia, iniziò a raccontarle storie e fiabe inventate da lei e fu così che nacque il suo personaggio di maggior successo: “Pippi Calzelunghe”, le cui storie iniziò a scrivere nel 1944 quando fu costretta all’ immobilità per un certo periodo a causa di una caduta sul ghiaccio. Il libro fu pubblicato l’anno seguente e la Lindgren contemporaneamente iniziò a lavorare come editor di una collana per l’infanzia per una casa editrice e da allora scrisse oltre cento racconti.

Conosciutissima in tutto il Nord Europa dalla Svizzera in su, in Italia viene ricordata solo come autrice di Pippi Calzelunghe, ma scrisse anche altri libri di successo dai quali furono tratte trasposizioni cinematografiche e televisive, alcuni di questi pubblicati anche in Italia, anche se i film non vi sono mai arrivati. Vale la pena di ricordare “Karlsson sul tetto”, “Rasmuss il vagabondo”, “Emil”, “Ronja la figlia del brigante”, “Kalle Blomkvist il grande detective” ed altri ancora.

Un’attenzione particolare merita “Vacanze sull’Isola dei Gabbiani” (o All’Isola oppure ancora Nell’Isola, secondo le traduzioni italiane che si sono susseguite negli anni). Quest’opera della Lindgren, infatti, non nasce come libro, ma come sceneggiatura per una serie di film iniziata nel 1962 e protrattasi fino al 1966 con la produzione di ben cinque film. Il libro è tratto dalla sceneggiatura dei primi due. Sempre i primi due film, nel 1968 (un anno prima che iniziassero le riprese di Pippi Calzelunghe) furono montati in una serie televisiva di tredici episodi, che furono trasmessi anche in Italia per la prima volta nel 1972 e successivamente replicati per un paio di volte negli anni Settanta per poi scomparire dal palinsesto televisivo. Per motivi rimasti ignoti, la RAI sostituì la colonna sonora originale composta dal direttore d’orchestra svedese Ulf Bjorlin con musiche di Giampiero Reveberi (già noto nell’ ambiente discografico italiano come arrangiatore di Lucio Battisti e di Mina). Nella produzione originale, oltre agli attori bambini, ad interpretare i protagonisti adulti furono chiamati l’attore shakespeariano Torsten Lilliecrona, la cui carriera teatrale fu rovinata da questa interpretazione in quanto rimase indissolubilmente legato al personaggio di Melker Melkersson (si narra che ad un suo ingresso in scena durante una commedia di Shakespeare, qualcuno del pubblico abbia gridato la frase “Arriva Melker!”, provocando un boato di risate in teatro) e nel ruolo della figlia maggiore Malin (Misa nella prima versione italiana), Louise Edlind che in seguito si diede alla carriera politica venendo eletta deputata al Parlamento Svedese.

La Lindgren venne insignita di diversi riconoscimenti e premi letterari tra i quali, nel 1997, Personaggio Svedese dell’Anno. Il suo commento a questo riconoscimento fu:

“Non capisco come possiate nominarmi personaggio dell’anno, io che sono cieca, sorda e mezza pazza. Faremo meglio a non dirlo in giro, se no penseranno che tutti in Svezia siano come me”.

Nonna Astrid se ne andò nel 2002 a 94 anni, lasciando una grandissima eredità letteraria e cine-televisiva per lettori e spettatori di ogni età.

 

 

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Raimondo Banchetti
In foto: la scrittirice intorno al 1960, fonte wiki.
Picture of Raimondo Banchetti

Raimondo Banchetti

Laureato in lettere ad indirizzo storico-artistico, appassionato di musica, ha studiato diversi strumenti, sia a fiato che a corda.