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Arte: Ruffo Caselli, pioniere dell’Esistenzialismo Cibernetico

Il pensiero visionario del pittore, scomparso tre anni fa, ha anticipato le sfide morali dell’era tecnologica.
Centro per lo Studio Multidisciplinare dell’Esistenzialismo Cibernetico
Photo credits: Centro per lo Studio Multidisciplinare dell’Esistenzialismo Cibernetico

Arte: Ruffo Caselli, pioniere dell’Esistenzialismo Cibernetico

Centro per lo Studio Multidisciplinare dell’Esistenzialismo Cibernetico
Photo credits: Centro per lo Studio Multidisciplinare dell’Esistenzialismo Cibernetico
Il pensiero visionario del pittore, scomparso tre anni fa, ha anticipato le sfide morali dell’era tecnologica.

Negli ultimi decenni, l’umanità ha assistito a una rapida evoluzione delle tecnologie, in particolare nell’ambito dell’intelligenza artificiale (IA). Tuttavia la fusione tra intelligenza artificiale e filosofia non è un concetto nuovo. Quarant’anni fa, quando il termine “intelligenza artificiale” era ancora sconosciuto, si parlava di cibernetica e si intravedeva già un collegamento tra quest’ultima e l’esistenzialismo. Un pioniere nel campo dell’esistenzialismo cibernetico è stato senza dubbio il pittore Ruffo Caselli, nato nel 1932 e morto nel 2020.

Cibernetica ed Esistenzialismo
La cibernetica, un campo di studio interdisciplinare che si occupa del controllo e della comunicazione nei sistemi viventi e nelle macchine, emerse nella seconda metà del XX secolo.
Parallelamente, prendeva piede l’esistenzialismo, una corrente filosofica che pone l’accento sull’esperienza individuale e sull’autenticità. Entrambi i campi si interrogavano sul significato dell’esistenza umana e sul ruolo della tecnologia nella vita delle persone.

Ruffo Caselli: il pioniere dell’Esistenzialismo Cibernetico
Ruffo Caselli, pittore e pensatore visionario, fu uno dei primi a riconoscere il potenziale dell’accostamento tra cibernetica ed esistenzialismo. Fin dagli anni Settanta iniziò ad esplorare il modo in cui le macchine intelligenti potevano riflettere i temi fondamentali dell’esistenzialismo, come la libertà, la responsabilità individuale e l’angoscia dell’essere. Caselli era affascinato da circuiti integrati e microchip che dipingeva o cuciva sulle tele. Dipingeva robot con sentimenti umani e uomini che rendeva, con raffinato umorismo, sempre più simili a robot.

Il pensiero di Caselli
Caselli era un esploratore della coscienza. Diceva di dipingere solo dopo essersi immerso in uno stato di profonda ispirazione, solo dopo essere entrato “nella quinta dimensione”, al di fuori del tempo e dello spazio, in una realtà multidimensionale.

Secondo l’artista, l’essenza dell’esistenzialismo cibernetico risiedeva nell’idea che le macchine potessero andare oltre il semplice calcolo e l’esecuzione di compiti. Egli sosteneva che, in un futuro non troppo lontano, quella che oggi chiamiamo intelligenza artificiale, avrebbe potuto acquisire una coscienza e una consapevolezza simili a quelle umane, portando alla nascita di una nuova forma di esistenza.

L’intelligenza artificiale e l’esistenzialismo cibernetico rappresentano un terreno fertile per il dibattito filosofico e etico sulla natura umana e sulla tecnologia. Quarant’anni fa Ruffo Caselli aveva già gettato le basi per l’accostamento tra questi due ambiti, anticipando le sfide morali che stiamo affrontando nella nostra era.

Foto: tele dipinte a olio da Ruffo Caselli (grazie al Centro per lo Studio Multidisciplinare dell’Esistenzialismo Cibernetico).

Per maggiori informazioni:

https://www.youtube.com/@ruffocasellipaintings6978

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Salvo Longo
Photo credits: Centro per lo Studio Multidisciplinare dell’Esistenzialismo Cibernetico
ID: 379295
Licenza di distribuzione:
Diana Millan

Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.