Giuseppe Arcimboldo: un genio del Manierismo

Ricordo del grande pittore milanese del ‘500
Bruno Pollacci
Photo credits: Bruno Pollacci

Giuseppe Arcimboldo: un genio del Manierismo

Bruno Pollacci
Photo credits: Bruno Pollacci
Ricordo del grande pittore milanese del ‘500

Il 5 aprile 1527 nasceva a Milano Giuseppe Arcimboldo, pittore manierista celebre per le sue singolari “Teste Composte”: ritratti realizzati mediante la combinazione di oggetti quali frutta, fiori, pesci e libri, in un raffinato gioco di trompe-l’œil che sublimava e trasfigurava il genere del ritratto.

Figlio d’arte – il padre Biagio era pittore accreditato presso la Veneranda Fabbrica del Duomo – Arcimboldo ricevette i primi insegnamenti nella bottega paterna. Iniziò la propria attività nel 1549, con la realizzazione di cartoni destinati alle vetrate del Duomo di Milano, poi eseguite dal maestro vetraio Corrado Mochis, originario di Colonia. Proseguì il suo percorso artistico come affreschista nel Duomo di Monza e autore dei cartoni per un arazzo destinato alla Cattedrale di Como.

Nel 1562 fu invitato a Vienna come pittore di corte dal principe – e futuro imperatore – Massimiliano II d’Asburgo, avviando così una fase della carriera che lo consacrò alla fama internazionale. Alla corte asburgica, Arcimboldo fu apprezzato non solo come pittore, ma anche come ideatore di mascherate, giochi e cortei spettacolari, che arricchivano la vita cerimoniale. Presso il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe della Galleria degli Uffizi di Firenze sono conservati ben 148 suoi disegni, testimonianza concreta del suo impegno come coreografo e scenografo degli eventi di corte.

Tra le opere più celebri di Arcimboldo si annoverano le allegorie delle Stagioni e degli Elementi, raffigurate attraverso le sue iconiche Teste Composte: composizioni di elementi naturali e artificiali che si fondono in ritratti simbolici, espressione di un gusto enciclopedico e di una raffinata elaborazione concettuale. Dopo la morte di Massimiliano II, l’artista continuò a lavorare per il suo successore, Rodolfo II, trasferendosi a Praga, dove ricevette onori e riconoscimenti.

Nel 1587 fece ritorno a Milano, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita, segnati da un’intensa attività e da un rinnovato successo. Morì nel 1593, a causa di una ritenzione urinaria acuta provocata da calcolosi renale.

La fortuna critica di Arcimboldo conobbe un lungo periodo di oblio, interrotto solo nel XX secolo, quando il movimento surrealista riscoprì la sua opera, riconoscendovi una fonte di ispirazione per le proprie visioni enigmatiche e oniriche. Artista profondamente manierista, Arcimboldo esplorò il simbolismo, l’alchimia e le ambiguità visive del suo tempo, dando forma a un’arte sospesa tra il meraviglioso e il perturbante, tra l’ordine naturale e la fantasia creativa.

Questa mia opera realizzata con la tecnica della “Computer Art” è in suo omaggio e memoria.

Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa

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Informazioni sulla pubblicazione

Immagine di copertina – Photo credits: Bruno Pollacci
Immagine di Bruno Pollacci

Bruno Pollacci

Pittore. Nato a Lucca nel 1954, vive e lavora a Pisa. Ha conseguito il Diploma di Maturità Artistica presso il Liceo Artistico Statale di Lucca ed ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida del Maestro Fernando Farulli. Ha iniziato l'attività artistica nel 1968. Nel 1978, con il pittore Marco Menghelli, ha fondato l'Accademia d'Arte di Pisa, che tutt'ora dirige e nella quale insegna Pittura e Disegno.

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