apokatástasis di Barbara Dall’Idro: la metamorfosi come forma dell’essere

lettura dell’opera a firma di Massimiliano Giordano, editor e grafico

apokatástasis di Barbara Dall’Idro: la metamorfosi come forma dell’essere

lettura dell’opera a firma di Massimiliano Giordano, editor e grafico

Nella collana iCanti, dedicata alla poesia contemporanea di Nulla die, una raccolta che esplora il rapporto tra identità, natura e trasformazione attraverso una fitta trama simbolica.

Con apokatástasis, Barbara DallIdro consegna ai lettori una silloge che si sviluppa attorno a una tensione costante verso la trasformazione. Il termine greco che dà titolo all’opera richiama l’idea di restaurazione, ritorno, ricomposizione di ciò che è stato disperso. Una parola che diventa chiave interpretativa dell’intera raccolta e che orienta la lettura verso una ricerca di unità capace di attraversare memoria, corpo, natura e linguaggio.

Pubblicata nella collana iCanti, dedicata alla poesia contemporanea di Nulla die, la raccolta si articola nelle sezioni Labirinto, Fascinazione e Panismo, tre movimenti che possono essere letti come tappe di un percorso conoscitivo. Non si tratta di una progressione narrativa, bensì di un itinerario simbolico nel quale la voce poetica attraversa territori interiori, paesaggi naturali e immagini archetipiche alla ricerca di una forma di autenticità.

La natura occupa una posizione centrale all’interno della raccolta. Mare, vento, selve, rocce, radici, animali e fenomeni atmosferici costituiscono un lessico ricorrente che accompagna l’intero percorso poetico. Tuttavia questi elementi non svolgono una funzione descrittiva. La natura diventa una presenza viva, una forza che partecipa alla costruzione dell’identità e che dialoga continuamente con la dimensione interiore della voce poetica.

In questa prospettiva, il paesaggio assume una funzione simbolica. Le immagini naturali diventano strumenti di conoscenza attraverso cui interrogare la trasformazione, la perdita, il desiderio e la rinascita. Il vento, l’acqua, il fuoco e la terra non appaiono come semplici elementi della realtà, ma come presenze archetipiche che accompagnano il processo di ridefinizione dell’io.

Uno degli aspetti più interessanti della silloge riguarda proprio il tema dell’identità. La voce poetica si presenta come una presenza in continuo movimento, attraversata da tensioni opposte e da una costante ricerca di equilibrio. La raccolta è abitata da immagini di soglia, passaggio, mutazione e attraversamento. Il soggetto poetico non si definisce attraverso una forma stabile, ma attraverso il cambiamento stesso. La metamorfosi diventa così la condizione fondamentale dell’esistenza.

In questo quadro emerge una forte dimensione simbolica legata al femminile. Figure mitologiche, immagini lunari, richiami alla terra, alla fertilità, al corpo e ai cicli naturali contribuiscono alla costruzione di un immaginario che dialoga con archetipi antichi senza rinunciare a una sensibilità contemporanea. La poesia di DallIdro si muove all’interno di un universo nel quale il femminile appare come principio generativo, forza trasformativa e spazio di relazione con il sacro.

Anche il rapporto con il mito occupa una posizione significativa. Nomi come Ecate ed Eos affiorano all’interno dei testi non come semplici citazioni colte, ma come presenze simboliche che ampliano il significato delle immagini poetiche. Il mito contribuisce a creare una dimensione sospesa tra tempo storico e tempo originario, nella quale esperienza individuale e memoria collettiva tendono a sovrapporsi.

Dal punto di vista stilistico, la raccolta privilegia una scrittura fortemente concentrata sull’immagine. Il verso procede per accumulazioni, richiami, associazioni e stratificazioni simboliche. Il lessico attinge al linguaggio della natura, della geologia, della botanica, della mitologia e della spiritualità, costruendo una tessitura poetica densa e coerente. La parola tende costantemente a espandere il proprio significato, invitando il lettore a una lettura che richiede attenzione e partecipazione.

Particolarmente significativa è la presenza del sacro. Nella raccolta esso non assume una forma confessionale né dogmatica. Si manifesta piuttosto come percezione di una forza che attraversa il mondo naturale e l’esperienza umana. Il sacro coincide con la possibilità di riconoscere una connessione profonda tra le cose, con l’intuizione di un ordine che si rivela attraverso immagini, simboli e corrispondenze.

La sezione conclusiva, Panismo, porta a compimento questa tensione. Il soggetto poetico tende progressivamente a dissolvere i propri confini individuali per entrare in relazione con il tutto. Natura e identità smettono di apparire come dimensioni separate e si ricompongono in una visione nella quale il mondo viene percepito come organismo vivente, attraversato da continue trasformazioni.

Nel panorama della poesia contemporanea, apokatástasis si distingue per la coerenza del proprio universo simbolico e per la capacità di costruire una riflessione sull’identità attraverso il linguaggio della natura e del mito. Barbara DallIdro sviluppa una scrittura che trova nella metamorfosi il proprio principio generatore e che attribuisce alla poesia una funzione conoscitiva, esplorando le relazioni profonde tra corpo, paesaggio, memoria e immaginazione.

Pubblicata da Nulla die, la casa editrice di Massimiliano Giordano, la raccolta propone una poesia che invita ad abitare il cambiamento e a riconoscere nella trasformazione una delle esperienze fondamentali dell’esistenza. In questa prospettiva, lapokatástasis evocata dal titolo non coincide con un ritorno al passato, ma con una continua possibilità di rinascita e ricomposizione dell’essere.

Barbara DallIdro, apokatástasis, Nulla Die

Informazioni sulla pubblicazione

Immagine di Antonella Santarelli (Nulla Die Edizioni)

Antonella Santarelli (Nulla Die Edizioni)

Nulla Die Edizioni è attiva nel campo dell'editoria da vari anni e ha pubblicato numerosi titoli di autori sparsi nell'intero territorio nazionale.

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