Il 28 Settembre del 1966, a Parigi, in Francia, moriva Andrè Breton, che fu poeta, saggista e critico d’arte. Era nato nel 1896, a Tinchebray, in Normandia, ed a 21 anni, da esterno, si iscrisse al “College Chaptal” di Parigi, dove scoprì sia il suo amore per la poesia, il suo interesse per le Arti Figurative e per la politica (vicino all’anarchismo). Nel 1912 pubblicò le sue due prime poesie sulla rivista della scuola con l’anagramma Renè Dobrant. Durante il servizio militare, nel 1916, scrisse il suo primo poema in prosa e dal 1917 iniziò a scrivere e pubblicare su varie riviste ed a frequentare gli ambienti artistici di Parigi, dove, nel tempo, strinse amicizia con i più importanti protagonisti dell’Arte e della cultura. Da quel momento e per tutta la vita Breton pubblicò raccolte di poesie e fondò molte riviste d’arte e cultura. Aderì al movimento Dadaista, ma nel 1924 nacque il “Surrealismo” con il primo Manifesto del movimento, a cui Breton partecipò per la stesura, oltre a far nascere la rivista “La Revolution Surréaliste”. Nel 1940 Hitler entrò a Parigi, le sue pubblicazioni vennero censurate ed il suo nome figurò nelle liste dei comunisti, per cui fu costretto all’esilio, prima nel sud della Francia, poi in Martinica e quindi a New York, dove fu aiutato da Peggy Guggenheim, e dove lanciò una sua rivista. Anche a causa di lacerazioni affettive, lasciò New York per intraprendere vari viaggi internazionali, rientrando poi a Parigi nel 1946, dove iniziò ad interessarsi dell’”Art Brut”, proponendo opere di malati mentali. Pubblicò ancora varie opere poetiche e riviste d’arte e cultura con riferimenti al Surrealismo fino al 1966, anno nel quale morì a Parigi.
Questa mia opera a sanguigna e seppia acquerellate ed acquerello è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa








