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Amici Miei: un ricordo indelebile nella memoria di Pisa

La zingarata del “Servizio Torri” in “Amici Miei Atto II”: una delle sequenze più note del cinema italiano.
Amici Miei: un ricordo indelebile nella memoria di Pisa

Amici Miei: un ricordo indelebile nella memoria di Pisa

Amici Miei: un ricordo indelebile nella memoria di Pisa
La zingarata del “Servizio Torri” in “Amici Miei Atto II”: una delle sequenze più note del cinema italiano.

Moltissimi film sono stati girati a Pisa nel corso degli anni ma questa scena sembra essere la più nota ed è sicuramente quella alla quale Pisa e i pisani si sentono più legati.

Non c’è bisogno di dire quello che Mario Monicelli ha significato per il cinema italiano, né c’è bisogno di parlare della popolarità che la trilogia di “Amici Miei” riscuote ancora oggi tra il pubblico di tutte le età a oltre 40 anni di distanza dall’uscita dei film. 

Pisa, però, conserva un ricordo particolare della scena del tentativo di raddrizzamento della Torre Pendente ad opera dei quattro amici bontemponi interpretati da Ugo Tognazzi, Gastone Moschin, Adolfo Celi e Renzo Montagnani.

Ma vediamo come si svolsero le riprese.

Le riprese nella città di Pisa si svolsero all’inizio di aprile del 1982 e furono articolate in tre giorni. Durante il primo giorno la troupe si attendò in Piazza Carrara. Nella stradina che va dalla piazza a Via Santa Maria fu girata la scena in cui il Necchi, fermato alla guida del camioncino dal vigile (interpretato da Ennio Drovandi), scopre il tradimento della moglie trovandosi in tasca la patente dell’amante di lei anziché la propria. Il dialogo, tra i quattro amici che ne segue, fu girato sui Lungarni. Altre riprese del passaggio del camioncino, furono fatte sul ponte della Cittadella. Ma fin qui, lavorarono soltanto gli attori.

Nei due giorni successivi, la lavorazione del film si spostò in Piazza dei Miracoli, dove venne, appunto girata la sequenza più famosa del film: la zingarata del Servizio Torri, per la realizzazione della quale furono utilizzate numerose comparse reclutate sul momento in gran parte tra la popolazione pisana (unica eccezione furono i turisti giapponesi, interpretati da un gruppo di comparse filippine fatte venire appositamente da Firenze). Per la realizzazione del film, non fu fatto un casting preventivo come avviene di solito diversi giorni prima dell’inizio delle riprese, ma le comparse furono reclutate sul momento tra i presenti e forse fu proprio questo aspetto a coinvolgere maggiormente gli astanti. In pratica, nella finzione, i quattro amici convincono i turisti presenti ad aiutarli a raddrizzare la Torre Pendente, tirando delle funi legate alle colonnine dal dietro e puntellandola con delle palanche dal davanti. 

Una sequenza che dura poco più di tre minuti ma che richiese due giorni di lavorazione durante i quali si creò una sinergia, tra gli attori e le maestranze da una parte e la popolazione pisana dall’altra. Quando al termine delle riprese, i quattro attori protagonisti lasciarono il set a bordo della macchina della produzione per recarsi a Firenze dove le riprese proseguirono, furono salutati dall’applauso dei presenti, comparse e pubblico di curiosi. Ancora oggi, a tanti anni di distanza, quando a Pisa si parla di questo film, c’è sempre qualcuno che ricorda di aver assistito alle riprese o, come me, di avervi partecipato come comparsa. 

Nel 2012, in occasione del trentesimo anniversario, l’evento fu commemorato dal quotidiano “La Nazione” con il titolo “Zingarata: io c’ero” e ogni partecipante poté scrivere sul sito internet del giornale raccontando la propria esperienza. In conclusione, le riprese di questo film hanno lasciato una traccia indelebile a Pisa, sia tra chi vi ha assistito direttamente, sia tra i giovani che ne hanno ascoltato i racconti dai genitori o dai nonni. 

Di seguito la sequenza della zingarata “Servizio Torri”.



Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Raimondo Banchetti
Picture of Raimondo Banchetti

Raimondo Banchetti

Laureato in lettere ad indirizzo storico-artistico, appassionato di musica, ha studiato diversi strumenti, sia a fiato che a corda.