Il 29 aprile 1980, a Los Angeles, California, si spegneva Alfred Hitchcock, uno dei più grandi maestri del cinema. Nato a Londra, Inghilterra, nel 1899, Hitchcock entrò nel mondo del cinema nel 1920 come disegnatore di intertitoli. La sua prima occasione di dirigere un film si presentò nel 1922, quando sostituì un regista improvvisamente ammalato. Nel 1923, fu assunto dalla Gainsborough Pictures, dove si occupò di diverse mansioni, dai titoli alle scenografie fino al montaggio. Nel 1925 gli fu affidata la regia del film “Il labirinto della passione”, che segnò l’inizio della sua illustre carriera.
Il suo primo film americano, “Rebecca”, fu candidato all’Oscar per la migliore fotografia, dando inizio a un’era di successo continuo. Hitchcock divenne noto come il maestro della suspense e il re del thriller, creando capolavori come “Psyco”, “Intrigo internazionale”, “L’uomo che sapeva troppo”, “Caccia al ladro”, “Gli uccelli”, “Vertigo” e “La finestra sul cortile”. Negli anni ’60 e ’70, Hitchcock si dedicò anche alla produzione di film per la televisione, inclusa la serie “L’ora di Hitchcock”.
Durante la sua carriera, fu candidato agli Oscar cinque volte e vinse tre Golden Globe. Partecipò anche tre volte al Festival del Cinema di Venezia e al Festival di Cannes. Le sue innovative e geniali intuizioni cinematografiche hanno ispirato generazioni di registi.
Questa mia opera realizzata a seppia è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa









