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Al “Centro d’arte Raffaello” di Palermo la personale di Giorgio Prati fino al 29 novembre

Diciannove opere a smalto, che rappresentano una novità rinnovando la collezione già disponibile, sono esposte nella sede di via Emanuele Notarbartolo 9/E della galleria. Ingresso libero e gratuito.
Valery Sirchia

Al “Centro d’arte Raffaello” di Palermo la personale di Giorgio Prati fino al 29 novembre

Valery Sirchia
Diciannove opere a smalto, che rappresentano una novità rinnovando la collezione già disponibile, sono esposte nella sede di via Emanuele Notarbartolo 9/E della galleria. Ingresso libero e gratuito.

È stata inaugurata a Palermo, nell’ambito della fortunata rassegna “Aperitivo con l’artista” a cura del “Centro d’arte Raffaello”, la personale pittorica del palermitano Giorgio Prati. 

Un grande talento contemporaneo che, dopo una carriera costellata da relazioni internazionali e successi in tutto il mondo, ha organizzato diverse mostre negli spazi della galleria che vede alla direzione artistica Sabrina Di Gesaro, all’insegna di una collaborazione divenuta ormai esclusiva.

Un artista, dunque, che rientra nel novero dei nomi appartenenti alla “scuderia” del “Centro d’arte Raffaello”, riflessivo e molto esigente con se stesso. Diciannove opere a smalto, che rappresentano una novità rinnovando la collezione già disponibile, saranno esposte nella sede di via Emanuele Notarbartolo 9/E della galleria fino al prossimo 29 novembre.

Curata da Antonino Prestigiacomo, la mostra rappresenta un’interessante occasione per conoscere o approfondire il linguaggio espressivo di Giorgio Prati, uomo libero svincolato da qualsiasi remora, incapace di sottostare a regole ferree.

Un raro esempio di esecuzione lenta, pignola, frutto di osservazione e intuizione.
La sua arte non conosce confini, arriva nelle case del pubblico e degli estimatori di tutto il mondo che ne apprezzano l’estrema abilità nella rappresentazione di vedute urbane e paesaggistiche.
Una capacità che si esprime compiutamente senza il ricorso alla raffigurazione fedele.
La sua pennellata, materica, riconduce alla sua partecipazione emotiva e il suo paesaggio, soggetto elettivo, si fa naturale, poi urbano, sino a diventare interiore.
Le opere di Giorgio Prati appaiono come pensieri dipinti, svuotati di figure umane: i quadri rivelano il punto di vista dell’artista che combacia, talvolta, con quello dell’osservatore.
Accade anche che gli occhi non bastino a decifrarne l’arte e allora occorre lasciarsi guidare dalle emozioni che investono chi è fermo ad ammirare.

“Se le suggestioni fossero luoghi – commenta il curatore Antonino Prestigiacomo – sarebbero quelli dipinti da Giorgio Prati. Nelle sue opere – sottolinea – non vi è nulla di definito, tutto è da completare e spetta all’osservatore inabissarsi nell’oceano di sensazioni contrastanti dove nulla, o quasi, si riconosce”.

Atmosfere tortuose e graffianti, nature, città e paesaggi astratti o appena accennati rimandano ad ambienti apparentemente già visti o ricordati, vaghi come nei sogni, lontani nel tempo.
Luoghi che non esistono se non nella mente dell’artista: più che di luoghi, in realtà, si tratta di non luoghi e spazi da definire, sfumati, macchiati e incisi, all’insegna di un’incessante correlazione di emozioni e realtà.

“La mostra – afferma Sabrina Di Gesaro – raccoglie la produzione recente di Giorgio Prati e rappresenta l’esito più attuale della sua ricerca, il cui rimando al reale risente di un’evidente astrazione che vira verso un’essenzialità stilistica matura. Si tratta – spiega – di uno degli artisti contemporanei che si caratterizzano maggiormente per l’uso dei colori a olio con sfumature e toni delicati: la peculiarità che lo identifica è la gestualità scattante per via dell’utilizzo degli smalti”.

“Giorgio Prati – aggiunge il direttore artistico – è sicuramente noto e apprezzato per la sua maestria nella tecnica dello sfumato e per la capacità di applicare sottili transizioni tonali tra i colori per creare effetti morbidi”.

È proprio attraverso questa tecnica che l’artista riesce a dare vita a un’atmosfera sottile: gli scenari rappresentati sono sfocati e indistinti, avvolti da un alone di mistero.
I tratti, dai contorni vaghi, non conducono a un’identificazione univoca e ciò consente una proiezione dell’immaginario soggettivo in quei luoghi privi di identità.

“Sembra accompagnarci per mano – conclude la dottoressa Sabrina Di Gesaro – in una narrazione che si configura come un viaggio nella memoria, un cammino a ritroso o una proiezione in una dimensione onirica che affascina lo spettatore catturandolo sensorialmente”.

Pubblicata sul catalogo Edity Edizioni la mostra sarà disponibile anche nella piattaforma raffaellogalleria.com nella specifica sezione dedicata, dal titolo “Mostra in corso”.

L’esposizione nella sede di via Emanuele Notarbartolo 9/E sarà fruibile tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:30 alle 19:30.

La galleria è chiusa al pubblico la domenica, il lunedì mattina e nei giorni festivi.

L’ingresso è libero e gratuito.

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Marianna La Barbera
Valery Sirchia
ID: 387144
Licenza di distribuzione:
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Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.