Adolescenza e analfabetismo emotivo
La serie offre un’opportunità concreta per comprendere il potere delle emozioni nello sviluppo psicologico di un bambino e, successivamente, di un adolescente. Non intendo affermare che tutti i bambini non educati al riconoscimento e alla gestione delle emozioni diventeranno criminali osoffriranno di disturbi psichiatrici. È tuttavia fondamentale riflettere sull’importanza dell’alfabetizzazione emotiva, un tema che “Adolescence” porta alla luce. Attraverso la storia di Jamie, possiamo cogliere la profondità della sua sofferenza. Quando la sofferenza non viene espressa, rimane incatenata all’anima e, dopo aver distrutto il mondo interiore del bambino, si ripercuote sull’esterno. Il rifiuto da parte dei genitori e dei coetanei alimenta in Jamie rabbia e tristezza. La rabbia, un’emozione primaria, non è né buona né cattiva, ma è essenziale insegnare a riconoscerla e gestirla in modo costruttivo. Allo stesso modo, la tristezza ci aiuta a capire cosa ci manca e quali sono i nostri bisogni. “Adolescence” evidenzia in modo crudo e preciso la mala educazione riguardo a queste emozioni fondamentali.
Adolescenza fuori controllo: quando le emozioni si scontrano
La serie introduce nuove emozioni come l’ansia da prestazione e la vergogna. Jamie si confida con la psicologa, cercando di spiegare cosa possa spingere un ragazzino di tredici anni a compiere un gesto estremo come quello di uccidere una coetanea. La sensazione di inadeguatezza, dovuta al non essere sufficientemente bravo a calcio e all’imbarazzo che provoca nel padre, pesa su di lui come un fallimento che necessita di parole, di essere compreso e condiviso. Le derisioni sui social, come Instagram, colpiscono un adolescente che costruisce la propria identità sulla base delle reazioni della società circostante. Quella che dovrebbe essere un’emozione normale come l’imbarazzo si trasforma in vergogna distorta e distruttiva nella mente di Jamie, facendolo sentire indegno. Continuando a percorrere questo ponte metaforico, possiamo percepire la lotta interna tra rabbia, tristezza, ansia e vergogna.
I benefici di prendersi cura dell’adolescenza
L’adolescenza è un periodo delicato che richiede attenzione e cura. Gli adulti—genitori, insegnanti e membri della comunità—devono vigilare su di essa, trovando il giusto tempo e spazio per restituire ai giovani la possibilità di esprimersi. I vantaggi di questo approccio sono evidenti: un corretto posizionamento delle emozioni nella mente e nel cuore di un adolescente consente di imparare a orientarsi nel mondo. Ciò implica dare significato alle parole e alle azioni, proprie e altrui. “Adolescence” ci invita a riflettere sulla vulnerabilità dei ragazzi durante la transizione dall’infanzia all’età adulta. È fondamentale non lasciarli soli su quel ponte, ma piuttosto parlare con loro, ascoltarli e essere presenti quotidianamente. Il tempo dedicato a un adolescente non è mai tempo sprecato. Gli adulti devono assumersi questa responsabilità, poiché i ragazzi possono cambiare i canali di comunicazione, ma non il bisogno di interagire con il mondo degli adulti.
Evitare errori comuni: crescere non è un gioco da ragazzi
Coloro che si prenderanno il tempo necessario per guardare questa miniserie, magari insieme ai propri figli adolescenti, riconosceranno che crescere non è affatto semplice, anche in una buona famiglia e in una scuola ben strutturata. Ci sarà un momento in cui i nostri figli percorreranno strade lontane dalle nostre. L’adolescenza, oggi più che mai, non è quel periodo di transizione spensierato.








