A Roma l’arte contemporanea si prepara ad attraversare il tema dell’identità femminile con un doppio appuntamento espositivo che si inserisce simbolicamente nei giorni che precedono l’8 marzo. Venerdì 27 febbraio 2026, alle ore 18.00, la Galleria Internazionale Area Contesa ArteDesign di Via Margutta 90 inaugura il Premio Internazionale “Artemisia Gentileschi” e la rassegna “L’Arte è Donna – Universo Femminile”, visitabili fino al 7 marzo.
Le due mostre, presentate in occasione della Giornata Internazionale della Donna, mettono al centro la figura femminile come identità, simbolo e voce del presente, intrecciando memoria storica e linguaggi contemporanei. Il Premio Artemisia Gentileschi rende omaggio alla pittrice barocca che seppe affermare il proprio talento in un contesto dominato dagli uomini, trasformando la propria esperienza personale in forza espressiva. Il tema scelto per questa edizione, “Donna… Uomo… La loro Arte a confronto”, invita a riflettere sulle differenze e sulle affinità tra sensibilità artistiche, senza irrigidirle in categorie ma osservandole come parte di un dialogo ancora aperto .
Parallelamente, “L’Arte è Donna – Universo Femminile” esplora attraverso pittura, scultura, fotografia e installazioni i territori dell’identità, della memoria, del corpo e della trasformazione. Non una celebrazione retorica, ma un percorso che prova a interrogare il presente, restituendo complessità al tema del femminile come energia culturale e sociale . Gli artisti coinvolti, professionisti ed emergenti selezionati, danno vita a un confronto plurale che attraversa esperienze diverse e linguaggi differenti.
Il momento più intenso del calendario si terrà il 6 marzo con la presentazione del libro “Avevo gli occhi belli. Storia di Anna Borsa, vittima di femminicidio” di Valentina Iannaco. Anna Borsa è stata uccisa dal suo ex compagno nel 2022 a Pontecagnano Faiano, in provincia di Salerno, mentre si trovava sul luogo di lavoro. Il titolo del libro riprende una frase che restituisce umanità e identità a una donna troppo spesso ridotta, nelle cronache, a un caso di violenza. L’opera di Iannaco ricostruisce la storia personale di Anna, il contesto relazionale e i segnali che avevano preceduto il delitto, inserendoli in una riflessione più ampia sulla violenza di genere e sulle responsabilità collettive. Non un racconto morboso, ma un tentativo di memoria civile, che sottrae la vittima alla semplificazione e invita a interrogarsi sulle dinamiche culturali che rendono ancora possibile il femminicidio.
In questo senso, la scelta di inserire la presentazione all’interno di una rassegna artistica dedicata all’universo femminile assume un valore preciso:
l’arte diventa spazio di consapevolezza, non solo estetica ma sociale. Parlare di identità, corpo e resilienza significa anche confrontarsi con le fratture ancora aperte nel tessuto culturale contemporaneo.
Il 4 marzo è prevista inoltre la presentazione della biografia “Emozioni Cromatiche” del Maestro Mario Salvo, insieme al catalogo del Premio Morani 2025, mentre il 7 marzo la chiusura sarà affidata al lancio dei libri di Michela Fabeni, accompagnato da una performance che unisce arte visiva, moda, musica e meditazione .
Durante il vernissage saranno presenti il giornalista e critico d’arte Alfio Borghese, il Maestro Internazionale di Spatola Stratigrafica Mario Salvo, la gallerista Teresa M. Zurlo e la direttrice artistica Tina Zurlo, che commenteranno le opere in dialogo con il pubblico . L’ingresso è libero, con capienza limitata.
Via Margutta, storicamente legata all’arte romana, torna così a essere spazio di confronto culturale in un momento dell’anno in cui il dibattito sul ruolo delle donne nella società si intensifica.
Tra omaggio alla memoria di Artemisia Gentileschi e riflessione contemporanea sul femminile, la galleria propone un percorso che intreccia estetica e responsabilità, lasciando al visitatore non solo uno sguardo, ma una domanda.
La domanda è: che responsabilità abbiamo, nel nostro quotidiano, davanti alle disuguaglianze e alla violenza che continuiamo a chiamare emergenza?









