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1958: “Milestones” di Miles Davis preannuncia la svolta del jazz modale

Testo inviato da: Manuel Buccarella
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Era il 1958 quando Miles Davis diede alla luce “Milestones”, pietra miliare del jazz moderno.

Nel settembre del 1958 il grande trombettista afroamericano Miles Davis pubblica l’album Milestones, letteralmente “pietre miliari”, che in effetti può ritenersi una pietra miliare del jazz moderno. Il disco fu registrato con il suo “primo grande quintetto” ampliato come sestetto e pubblicato dalla Columbia Records. Il ritorno del sassofonista tenore John Coltrane nel gruppo di Davis nel 1958 coincise con gli album della “fase modale”: “Milestones” e “Kind of Blue” (1959) sono entrambi considerati esempi essenziali del jazz moderno degli anni ’50. Secondo alcuni autori, con “Milestones” ha inizio il jazz modale.

Jazz modale

Il jazz modale viene definito come l’ applicazione successiva di differenti scale modali (non necessariamente diatoniche, ma ad esempio anche pentatoniche) invece che di successione di accordi: nella composizione di frasi e periodi musicali si usano frammenti di scale modali fra loro in relazione, mentre il passaggio da un periodo ad un altro (caratterizzato da altro accordo o scala modale) avviene mediante particolari soluzioni melodiche, senza che i suoni siano mai in evidente relazione con una tonalità.

Il disco

“Milestones è un album fondamentale che ha contribuito a plasmare la storia del jazz” (All’ About Jazz).

Davis suona sia la tromba che il piano in “Sid’s Ahead”, un blues che ricorda “Walkin’”. Suona la tromba nei passaggi d’insieme e negli assoli di tromba, ma passa al pianoforte per accompagnare i sassofonisti in assenza di Garland. “Billy Boy” è un film solista per Garland e la sezione ritmica.

Accoglienza della critica

In una recensione a cinque stelle, Thom Jurek di AllMusic ha definito “Milestones” un album classico con materiale blues sia in vena bebop che post-bop, così come la “memorabile” title track, che ha introdotto il modalismo nel jazz e ha definito la successiva musica di Davis negli anni a seguire. Andy Hermann di PopMatters ha ritenuto che l’album offra uno swing più aggressivo rispetto a “Kind of Blue” e mette in mostra la prima sessione tra i sassofonisti Coltrane e Cannonball Adderley, i cui diversi stili “si alimentano a vicenda e spingono ogni musicista a livelli più alti”.

E agli amanti del jazz moderno dedichiamo proprio “Milestones”.



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Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Manuel Buccarella
ID: 369998
Licenza di distribuzione:
Emiliano Cecchi

Emiliano Cecchi

Web Designer per la PuntoWeb.Net sas, mi occupo anche di editoria online sin dal lontano 1996. Già ideatore e curatore di vari portali, sono il co-founder di LiquidArte.it dove svolgo anche il ruolo di content manager. Sono appassionato (della domenica) di storia e di tutto quanto può accrescere la mia (molto carente) cultura.